Mense, genitori sul piede di guerra «Sì ai bimbi con il panino da casa»

19 Settembre 2019

Il presidente del comitato Cretarola annuncia una nuova protesta a partire da lunedì prossimo Pronto il ricorso al Tar per il no dei consigli d’istituto. E la commissione di controllo non c’è ancora

PESCARA. A pochi giorni dalla riapertura delle mense scolastiche del Comune, si riaccende la protesta. Alcuni genitori hanno mal digerito il no dei consigli d’istituto alla proposta di portare il cibo da casa per far mangiare i bambini, in alternativa ai pasti offerti dai centri di refezione scolastica. La conferma è arrivata ieri mattina, durante la seduta della commissione Vigilanza e controllo, presieduta da Piero Giampietro.
L’argomento era la riapertura delle mense. Sono stati invitati l’assessore Gianni Santilli, la dirigente Luciana Di Nino, la responsabile del servizio Enrica Di Paolo, il presidente del comitato «Noi a mensa» Claudio Cretarola e alcuni genitori dell’istituto Comprensivo 5. Durante la seduta, è stata annunciata anche la novità che quest’anno i bambini berranno acqua del rubinetto e non più quella conservata in grossi boccioni di vetro.
La discussione si è accesa quando si è iniziato a parlare della questione, molto dibattuta, dei pasti portati da casa. Questione che ha tenuto banco per tutta l’estate, a causa di una sentenza che affida la scelta ai consigli d’istituto se consentire o vietare il cibo portato da casa. Questi si sono già espressi con un secco no alla richiesta ai pasti alternativi alla mensa. Ma alcuni genitori non hanno preso bene questa decisione. Primo fra tutti, il presidente del comitato «Noia a mensa» che ha annunciato proteste e un ricorso al Tar contro la decisione dei consigli d’istituto. «Da lunedì prossimo mia figlia porterà il pasto da casa e non sarà la sola», ha avvertito.
«Già da qualche settimana», ha detto Cretarola, «si sono definitivamente inabissate le probabilità per cui potesse nascere una collaborazione con il Comune in merito alle scuole e al servizio mense. Dopo le illegittime ed errate dichiarazioni dell’assessore Santilli in merito alla sentenza delle Sezioni riunite, supportate dalle circolari dell’ufficio Refezione scolastica indirizzate alle dirigenti scolastiche, non hanno fatto altro che intimorire i genitori, creando un vero e proprio terrorismo psicologico. Ciò ha portato i genitori ad iscrivere i propri figli alle mense, senza avere mai aperto un tavolo con i protagonisti». «Il pasto da casa», ha aggiunto, «non è solo un diritto, ma un’esigenza dei genitori che hanno visto i propri figli ricoverati a causa di uno scadente servizio di refezione».
Giampietro ha tuttavia fatto presente che è stata prevista. dalla passata amministrazione. una Commissione mensa cittadina e gruppi mensa d’istituto che dovrebbero consentire alle famiglie di partecipare attivamente al miglioramento del servizio mensa in un organismo ufficiale dove siedono la società concessionaria, i rappresentanti dei docenti, i dirigenti comunali, i rappresentanti della giunta e del consiglio comunale. «Il servizio mensa partirà tra pochi giorni», ha fatto presente, «ma la Commissione non c’è ancora».
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