Merla Vitalone assolto dall’accusa di omicidio colposo

11 Ottobre 2014

PESCARA. Antonio Merla Vitalone è stato assolto con formula piena dall’accusa di omcidio colposo di un suo paziente. La sentenza è del tribunale di Pescasra davanti al quale il medico del reparto di...

PESCARA. Antonio Merla Vitalone è stato assolto con formula piena dall’accusa di omcidio colposo di un suo paziente. La sentenza è del tribunale di Pescasra davanti al quale il medico del reparto di chirurgia della clinica Villa Serena di Città Sant’Angelo era stato rinviato a giudizio, il 28 febbraio dell’anno scorso. Il processo per Vitalone, difeso dall’avvocato Gaetano Mimola, era iniziato il 23 maggio dell’anno scorso. La sentenza del tribunale di Pescara stabilisce che a Antonio Merla Vitalone non si può rimproverare alcuna forma di negligenza professionale.

La vicenda che aveva portato all’imputazione di Merla Vitalone risaliva al 23 aprile del 2008. Quel giorno il medico aveva programmato un intervento chirurgico in day hospital a Villa Serena, Doveva essere un’operazione di routine e, la paziente, una donna all’epoca di 65 anni, sarebbe dovuta tornare a casa subito dopo l’opeazione. la donna, invece, era morta il 17 maggio 2008. Antonio Merla Vitalone, 62 anni, originario di Bellante, residente a Pescara e con un passato da ex consigliere comunale prima di An e poi con la Lista Teodoro, era stato rinviato a giudizio per omicidio colposo. La paziente era stata sottoposta a un intervento di rimozione della colecisti con tecnica laparoscopica. Qualche giorno dopo l’intervento, il 30 aprile del 2008, le condizioni della pensionata sarebbero state registrate come «discrete» eppure il 1° maggio alle 9.24 la donna era stata trasferita d’urgenza all’ospedale di Pescara e ricoverata, un’ora dopo, in rianimazione. Il 5 maggio venva sottoposta a un nuovo intervento per una peritonite diffusa ma restava ancora in rianimazione fin quando il 17 maggio la donna muore.

I familiari si erano affidati all’avvocato Giovanni Anzivino che, il giorno successivo alal morte della donna, aveva presentato un esposto in procura chiedendo e ottenendo il sequestro delle cartelle cliniche.

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