Morto in moto a Manoppello, c’è un indagato: al vaglio una manovra azzardata

Leonardo Di Sipio, meccanico alla “D&D auto”, si è schiantato prima della curva contro una Punto. Disposte l’autopsia e la perizia sui mezzi. Sotto accusa l’automobilista
MANOPPELLO. Forse un sorpasso azzardo o forse un malore che gli ha fatto perdere il controllo della sua moto, una Harley Davidson. Saranno ora gli accertamenti sui mezzi e l’autopsia disposta sul corpo di Leonardo Di Sipio, 35 anni di Orsogna, ad accertare che cosa sia accaduto sabato scorso lungo la strada che conduce al Volto Santo, quando il 35enne in sella alla sua motocicletta si è schiantato contro una Fiat Punto che si trovava sull’altra carreggiata. A bordo quattro persone, rimaste tutte ferite. La più grave è una donna ancora ricoverata in Rianimazione a Pescara. Altri due uomini, tra cui il conducente della Fiat, sono ricoverati per diversi traumi all’ospedale di Chieti e un altro, anziano, è stato dimesso ieri dopo le cure. Sull’incidente ora c’è un fascicolo aperto in Procura a carico del conducente dell’auto. E intanto si moltiplicano i messaggi di affetto e cordoglio rivolti a Leonardo Di Sipio, conosciuto da tutti come il meccanico dell’autosalone D&D di Manoppello, dove lavorava da oltre otto anni. Amante delle motociclette, in particolare delle Harley, viaggiava su una moto acquistata appena due anni fa. Era infatti abituato a cambiare spesso moto, una passione che coltivava da tempo.
La Procura di Pescara ha aperto un fascicolo per omicidio stradale e, come atto dovuto, ha iscritto nel registro degli indagati il conducente della vettura, un 41enne residente nel Pescarese. Un passaggio necessario per consentire agli inquirenti di effettuare tutti gli accertamenti utili a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e a verificare eventuali responsabilità. Come previsto dalla procedura, sono stati effettuati anche gli esami ematici e tossicologici sul conducente della vettura. Gli esiti saranno acquisiti nell’ambito dell’inchiesta. Per fare piena luce sullo schianto, il magistrato ha disposto una super perizia. Gli accertamenti dovranno concentrarsi sulle condizioni dei due mezzi coinvolti, con l’obiettivo di escludere eventuali anomalie o problemi di natura tecnica che possano aver avuto un ruolo nell’incidente. I tecnici dovranno inoltre esaminare attentamente il manto stradale, la conformazione del tratto interessato dallo schianto e tutti gli elementi utili a ricostruire la dinamica. Tra gli aspetti da chiarire c’è anche la velocità alla quale procedevano i due mezzi prima dell’impatto.
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, la moto avrebbe invaso la corsia opposta andando a scontrarsi frontalmente con la Punto che procedeva nella direzione contraria. La dinamica dovrà però essere verificata attraverso tutti gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura. Lo schianto è accaduto proprio in prossimità di una curva, in un punto in cui è vietato il sorpasso e vige il limite dei 50 chilometri orari. Nel frattempo, la salma di Di Sipio è stata trasferita all’ospedale di Pescara, dove sarà eseguita l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria. L’esame dovrà contribuire a chiarire con precisione le cause del decesso e le conseguenze delle gravissime lesioni riportate dal motociclista nell’impatto. Non è escluso che il 35enne possa aver accusato un malore prima dello schianto e dunque aver perso il controllo della moto. Leonardo era stato soccorso dal personale del 118 e trasportato d’urgenza all’ospedale di Pescara, ma è morto poco dopo l’arrivo al Pronto soccorso.
Arrivano intanto segnali più rassicuranti sul fronte delle altre persone coinvolte. Migliorano le condizioni dei quattro feriti. Dopo l’incidente, per prestare soccorso alle persone coinvolte era stato necessario un importante dispiegamento di mezzi: sul posto erano intervenute quattro ambulanze, oltre ai vigili del fuoco e ai carabinieri della Radiomobile della Compagnia di Popoli. I feriti erano stati successivamente trasportati negli ospedali di Pescara e Chieti. La più grave, una donna, è ancora ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara, mentre altri due sono ricoverati a Chieti per traumi e feriti di minore entità.
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