Mostra fotografica in ricordo di Luisa scomparsa a 41 anni

A un anno dalla morte, iniziativa della famiglia De Sanctis Esposte 82 immagini: «Ora la borsa di studio per i giovani»
PESCARA. Luisa la dottoressa, la mamma, l’artista appassionata di fotografia. Luisa De Sanctis, pescarese, non c’è più da quasi un anno, stroncata da una malattia all’età di 41 anni. Ma i suoi scatti continueranno a vivere e a raccontare di lei alla sua famiglia, alla sua bambina, Irene, 5 anni, e a tutti coloro che l’hanno conosciuta e amata, in una mostra “Le sue foto, la sua vita” che sarà inaugurata domani alle 17.30 all’Aurum e visitabile fino a domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.30. L’installazione è stata voluta dalla madre, Pina Grossi, pescarese originaria di Elice, che ha assistito la figlia fino all’ultimo respiro in un ospedale di Basilea (Svizzera), dove era stata ricoverata per l’aggravarsi di una patologia contro la quale Luisa, dirigente medico della Dialisi dell’ospedale Bernabeo di Ortona, lottava da quasi nove anni e dove è morta il 28 ottobre 2021.
«Ci ha lasciato un patrimonio di oltre 12mila fotografie che raffigurano il mare, i paesaggi, gli affetti», racconta la madre distrutta da un dolore che il tempo non placa, «ne abbiamo scelte 82 che raccontano, seppur in parte, il suo percorso di vita, il suo pensiero, l’eredità umana e morale di una donna e di una figlia speciale, che aveva sempre una buona parola per tutti, chi l’ha conosciuta non ha potuto fare a meno di volerle bene. Con questa mostra Luisa continuerà a vivere».
Luisa aveva un sogno: «Il suo sogno», prosegue la madre in lacrime, «era creare un’associazione di medici che condividevano il suo stesso impegno, i suoi stessi obiettivi». Non ha fatto in tempo Luisa, ma Pina Grossi ha voluto tenere fede a quella volontà e ha fondato l’associazione culturale e ricreativa “Luisa De Sanctis” (su instagram @associazioneluisades) attraverso la quale ha organizzato questo progetto realizzato in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, guidato da Maria Rita Carota. Lo scopo è quello di «aiutare e supportare le persone più bisognose». E annuncia, per il prossimo anno, «la costituzione di un premio di fotografia con una borsa di studio per aiutare i giovani talenti affinché possano comprendere che si può andare avanti, anche nei momenti più difficili».Lo scopo della mostra in partenza all’Aurum, che «sarà una festa con tanti fiori gialli, il colore preferito di Luisa», è quello di «tenere viva la sua memoria». Luisa e la sua macchinetta fotografica: «Ha vinto tanti concorsi e una sua foto è finita anche sulla copertina di un libro di una scrittrice straniera», rivela mamma Pina, orgogliosa. La ricordano, addolorati, il marito Luciano D’Antogno, commercialista a Villa Raspa, papà della piccola Irene; il padre Francesco, titolare della Impel cancelli automatici; i fratelli Francesca, dipendente all’Ikea di Milano, alla quale ha dedicato l’ultimo scatto, e Antonio, allievo maresciallo di carabinieri a Firenze. Conclude, Pina Grossi con una frase che misura la grandezza di una donna: «Luisa, durante il suo ultimo periodo in ospedale, mi ha detto: “Mamma, sono contenta della vita che ho vissuto perché ciò che desideravo l’ho sempre realizzato”».
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