Multato 9 volte in pochi giorni «“Varco attivo” è ingannevole»

L’automobilista ha provato a far valere le sue ragioni dopo aver ricevuto le prime contravvenzioni E ora lancia un appello al sindaco Masci: «È una trappola linguistica, questo meccanismo va bloccato»
PESCARA. È una specie di incubo. Nei mesi scorsi, da marzo, la sua auto è stata “beccata” a ripetizione nella Ztl in centro, in viale Regina Margherita e in via de Amicis, pur non potendo circolare in quella zona negli orari in cui la “Zona a traffico limitato ambientale” è attiva (sabato, domenica e festivi, dalle 16 alle 20). E per nove volte (5 a marzo) il veicolo è stato multato, dopo che la targa è stata catturata dalle telecamere posizionate proprio per riprendere i transiti dei mezzi ed individuare quelli non autorizzati. L’automobilista non riesce a credere che sia vero, che sia accaduto proprio a lui. E si è attivato, con la moglie, per cercare di capire e anche di uscirne.
I fatti, innanzitutto. La prima contravvenzione arriva a casa di F.L. all’inizio della settimana: 97,50 euro da pagare perché l’auto si è infilata nella Ztl nonostante il “varco attivo”, come indicato dal cartello luminoso nella “Ztl 3 ambientale” che indica il divieto di transito ai non autorizzati. La multa viene pagata subito, nell’arco dei cinque giorni previsti per avere una riduzione, per cui l’importo scende a 72,60 euro. Ma nel frattempo a casa continuano ad arrivare altre contravvenzioni: stesso importo, stessa violazione. Sono tre le multe che restano da saldare, due delle quali scadono oggi. Altre, però, saranno recapitate nei prossimi giorni (sono in via di elaborazione), ma non c’è dubbio sul fatto che arriveranno: il destinatario ha ricevuto la triste notizia dal personale del comando della polizia municipale di via del Circuito, dove ha cercato delle spiegazioni e ha fatto presente, tra l’altro, che due di quelle infrazioni sono state commesse lo stesso giorno (ma in due varchi diversi). Ha saputo che è accaduto tutto per via di quel “Varco attivo” che trae in inganno molti automobilisti. E ha acceso la polemica.
«È una trappola linguistica», dice la moglie dell’intestatario dell’auto. «Per me varco attivo vuol dire, in italiano, che si può passare. E quella scritta trae in inganno», sottolinea con convinzione la donna che ha cercato di far valere le proprie ragioni con il comandante della polizia municipale Carlo Maggitti, oltre che con il responsabile delle Ztl all’interno del comando, il maggiore Matteo Silvestris. E ha raggiunto anche l’ufficio del sindaco, in Comune. Tutti l’hanno ascoltata e le è stato spiegato il meccanismo che c’è dietro la scritta “Varco attivo”, che molti ignorano o travisano. Ma la donna non si arrende. «Per me si tratta di una specie di inganno basato sulle parole e sono pronta anche a scrivere al prefetto per far emergere la grande incongruenza con la lingua italiana generata da questa espressione» che, in realtà, è stata creata a livello ministeriale e non dal Comune di Pescara. E cosa ne sarà delle multe? «Non è detto che siano solo nove, ne potrebbero essere anche di più», commenta la donna che avrebbe gradito «essere informata dopo le infrazioni iniziali, per evitare altri transiti». E lancia un appello al sindaco perché «non posso pagare tutte le multe». «Chiedo a Carlo Masci di bloccare questo meccanismo e per il momento lo ringrazio per la massima disponibilità mostrata dalla sua segreteria, a cui mi sono rivolta in questi giorni». L’unica via di uscita, però, sembra essere un ricorso.

