Muore donna al terminal del bus. La rabbia dei sindacati «Quell’area abbandonata, ignorate tutte le denunce»

5 Ottobre 2026

La Filt Cgil «L’ultimo esposto presentato ad agosto. Segnaletica assente, la pericolosità della zona era nota a tutti»

PESCARA

Lo sapevano tutti, dicono i sindacati poche ore dopo la tragedia con una donna di 71 anni travolta e uccisa da un pullman mentre stava camminando: dei rischi al terminal bus sapevano la Tua spa; sapevano i politici che erano stati informati e non una volta soltanto; e sapeva anche la prefettura di Pescara.

La Filt Cgil ricorda che «l’ultimo esposto risale al 18 agosto», appena un mese e mezzo fa: «Un terminal abbandonato al degrado», accusano Aurelio Di Eugenio, Eugenio Di Fonzo e Giammaria Ferrante, «privo dei requisiti minimi di sicurezza e del tutto inadeguato a una città come Pescara. Criticità e condizioni pessime del terminal sono state più volte denunciate». La Fit Cisl e la Uiltrasporti confermano: «Non possiamo tacere, le criticità e la pericolosità dell’infrastruttura erano già ampiamente note a tutti i soggetti coinvolti», Andrea Mascitti e Fabio Colazzilli della Cisl e Vincenzo Marcotullio e Valerio Di Zio della Uiltrasporti. Luciano Lizzi e Filippo Tassinari della Faisa Cisal parlano di «una tragedia purtroppo annunciata» e riavvolgono il nastro fino all’anno scorso: «Già tra aprile e giugno del 2025», dicono, «abbiamo richiesto svariati incontri all’assessorato alla Mobilità della città di Pescara per denunciare le assurde condizioni in cui versava e versa il terminal bus extra urbano».

Per il terminal bus, uno spazio di mezzo tra la stazione ferroviaria di Pescara centrale e il centro della città con le sue vetrine, esiste un progetto milionario per rifare stalli, pensiline e pavimentazione: è una parte della riqualificazione dell’area di risulta. Se quello è un futuro ancora lontano, il presente è tutt’altro e lo raccontano i sindacati del trasporto pubblico che rappresentano gli autisti, i primi a lavorare tra i disagi. «È il momento del rispetto e del cordoglio», dice la Filt Cgil, «ma è anche il momento di ricordare che denunciamo da anni le condizioni di insicurezza del terminal di Pescara e che nessuno ha mosso un dito». Il sindacato prosegue: «Abbiamo segnalato più volte alla Tua, al Comune di Pescara e alla prefettura la totale assenza di segnaletica orizzontale e verticale, la mancanza di pensiline, l’assenza di attraversamenti pedonali e di marciapiedi rialzati per consentire agli utenti di sostare e muoversi in sicurezza, gli stalli non adeguatamente individuati, i parcheggi all’interno dell’area e le pessime condizioni del manto stradale, ridotto a un susseguirsi di buche nonché altre criticità. Abbiamo inoltre presentato diversi esposti, l’ultimo dei quali risale al 18 agosto, senza che siano stati realizzati gli interventi richiesti». Poi, la tragedia è avvenuta davvero e la Filt Cgil conclude: «Chiediamo che venga fatta piena luce non solo su quanto accaduto, ma anche sulle condizioni di sicurezza del terminal e sulle segnalazioni effettuate negli anni».

Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal raccontano delle riunioni senza esito: «Abbiamo partecipato attivamente a numerosi tavoli di confronto con il Comune, denunciando ripetutamente e in modo netto la totale mancanza di sicurezza all’interno dell’area. Tra le problematiche più volte segnalate e rimaste irrisolte, si evidenziano: segnaletica totalmente inadeguata sia per i mezzi in transito che per i pedoni; assenza di stalli di sosta certi e delimitati per i bus; mancanza di pensiline e idonee a proteggere e canalizzare i passeggeri in attesa». Le tre sigle sindacali affermano che «l’attuale area del terminal si presenta come un vero e proprio cantiere a cielo aperto, caratterizzato da spazi di manovra drasticamente ridotti. Ad aggravare ulteriormente una situazione già a limite è stata la scelta di ampliare i parcheggi per le auto private. Questa commistione costringe quotidianamente gli autisti della Tua spa a compiere manovre pericolose, spesso al limite del Codice della strada, per ovviare alla congestione del sito». A fronte di questa situazione, dicono i sindacati, «ci resta difficile parlare di fatalità quando le condizioni di rischio vengono ignorate per mesi. Abbiamo chiesto a più riprese interventi urgenti per tutelare i lavoratori e l’utenza. Che questa tragedia segni che il tempo delle discussioni è scaduto: pretendiamo risposte immediate e l’adozione di misure drastiche per la messa in sicurezza del terminal».

La Faisa Cisal ricorda i rischi dell’area e dice: «Le riunioni hanno portato purtroppo solo a promesse vaghe e non mantenute. Come segretario provinciale», dice Tassinari, «non posso che esprimere tutto il mio cordoglio verso la famiglia della vittima e vicinanza al collega protagonista di questa tragedia annunciata. Gli operatori della mobilità pubblica non possono continuare a correre e far correre rischi tali per colpa del disinteresse delle istituzioni circa problemi ampiamente denunciati. Nei prossimi giorni», conclude il segretario Faisa Cisal, «ci organizzeremo sicuramente per vigilare affinché il terminal bus venga messo in sicurezza al fine di tutelare lavoratori e passeggeri».