Muore mamma di 41 anni L’ultimo appello: aiutatemi devo curarmi in America

16 Giugno 2023

Francesca Di Leonardo, ingegnere pescarese, lavorava in Fameccanica Sperava in un trattamento sperimentale negli Usa, ma si è arresa alla malattia

SPOLTORE. «È stato davvero difficile mettersi così a nudo, ma vi chiedo di aiutarmi. Da alcuni mesi la convivenza con la mia malattia è diventata più difficile e ho deciso di lanciare una raccolta fondi per accedere a cure sperimentali negli Stati Uniti. Qui sotto trovate un mio video e un link per donare. Ogni donazione, anche piccola, è di vitale importanza insieme con le condivisioni a tutti i vostri contatti». Così, il 7 giugno, scriveva sul suo profilo facebook Francesca Di Leonardo, ingegnere pescarese di 41 anni, mamma di una bambina di 8 anni di nome Futura. Sperava con tutta se stessa di riuscire a farcela. E invece, nelle ultime ore, il suo quadro clinico è precipitato e mercoledì sera è morta. Francesca aveva scoperto 7 anni fa di avere un tumore. Malattia che, da subito, aveva affrontato con grande serenità e positività e questo soprattutto per la sua bimba. Poi la situazione era peggiorata e anche allora aveva continuato a combattere, senza mai buttarsi giù. Non lo ha fatto neppure ultimamente, quando la situazione si era aggravata ancora.
Come da lei stessa spiegato nel video, Francesca sapeva che ormai, per lo stadio della sua malattia, le possibilità di sopravvivere erano pochissime. Un barlume di speranza l'aveva trovato però in alcune cure che si stanno sperimentando in America. Cure innovative, ma costosissime. Nonostante tutte le difficoltà, voleva provarci, sino alla fine. Di qui il suo appello sui social che ha commosso tutti.
Francesca lascia, oltre alla sua bambina, il marito Gabriele Di Giovanni, la mamma Maria, la sorella Federica, la suocera Tiziana, i cognati Ursula e Luca. Viveva con la famiglia a Spoltore. Era molto apprezzata e conosciuta come ingegnere. Dopo la laurea in Ingegneria gestionale conseguita all’università di Bologna, Francesca ha lavorato in diverse realtà locali e non solo: dalla Cir, Compagnia italiana rimorchi di Tocco da Casauria (ex Merker), alla Sevel, all’azienda vinicola Talamonti di Loreto Aprutino, alla Coca Cola.
Attualmente era impiegata, sempre con ruoli da responsabile, in Fameccanica, azienda del Chietino specializzata nella progettazione e produzione di macchinari per i beni di largo consumo.
«Mi accompagnerà, sul lavoro, il suo esempio di serietà e competenza», sottolinea Alfredo Bonanni, suo ex collega e amico. «Io e Francesca abbiamo lavorato insieme alla Cir. Nel tempo abbiamo continuato a sentirci. Ovunque è stata, si è fatta apprezzare sia per la professionalità che per il suo carattere solare. Ha affrontato la malattia con il sorriso sulle labbra, con compostezza e grande dignità. Era benvoluta da tutti, molto generosa, e ha avuto sempre tante amicizie. La sua bambina era la sua vita. A lei si dedicava totalmente, nonostante il lavoro e nonostante le cure che doveva affrontare. Mi mancheranno le nostre risate».
«Francesca è stata una persona di una forza straordinaria», spiega Fabio Florindi, suo compagno di scuola al liceo scientifico Da Vinci. «La tenacia e la positività con cui ha combattuto la malattia mi hanno sempre lasciato a bocca aperta».
I tantissimi amici che aveva si sono subito stretti accanto alla famiglia. Centinaia i messaggi di affetto e cordoglio sui social. Per tutti, è stata un esempio di coraggio, «una guerriera». «È stata un uragano di forza e dolcezza», scrive Valentina D’Incecco. «Ci siamo frequentate poco, ma abbiamo condiviso uno dei periodi più belli delle nostre vite. Da oggi la sua bimba avrà un angelo custode davvero speciale». «Mi porterò dentro il ricordo del suo fantastico sorriso, della sua allegria e soprattutto dell’attenzione che aveva verso gli altri, specie se in difficoltà», sottolinea la sua amica Sara.
I funerali di Francesca si terranno, oggi pomeriggio alle 16, nella basilica della Madonna dei Sette Dolori.