Nasce la biblioteca di Monia I suoi libri donati alla città «Era davvero meravigliosa»

Venerdì si inaugura la libreria regalata dalla famiglia all’associazione Ananke Un’amica: «Vogliamo far sapere quanto fosse disponibile con tutti, sempre»
PESCARA. «Amava leggere, viaggiare, andare a teatro, ascoltare la musica classica, visitare le mostre. Adorava il suo lavoro di psicologa, e i suoi pazienti adoravano lei». Monia Di Domenico, una donna «gioiosa e piena di vita», era questo e molto altro. È stata uccisa quando aveva 45 anni e nel giorno del suo compleanno, il 9 giugno, la famiglia e le sue amiche di sempre, le colleghe, la ricorderanno con una iniziativa speciale, un modo per far risaltare tutto il bello che riusciva a coltivare in sé e a donare agli altri. La sua biblioteca è stata regalata alla associazione Ananke, che mira a diffondere la cultura contro la violenza sulle donne, e nello Spazio Sfera (Spazi femminili recuperati) di via Tavo 248 sarà inaugurata la “libreria di Monia”, alle 18. Questo sarà il primo momento di un ciclo di incontri intitolato “Donne Lib(e)ramente pensanti”, che prevede la presentazione di tre libri a firma di Maristella Lippolis, Maura Chiulli e Lilia Scandurra. «Tutti sanno cosa è successo a Monia», dice Barbara De Amicis, la sua amica del cuore dai tempi del liceo, «per cui ora vogliamo far emergere chi era: una donna meravigliosa, disponibile e presente per tutti» sempre spinta da «mille interessi. Ognuno di noi, amici più cari, ha tenuto per sé un libro, per avere un suo ricordo» perché è difficile staccarsi da ciò che è stato suo. «Su ogni volume donato (ne sono 500, in tutto) abbiamo apposto un adesivo con su scritto “Sempre libera Monia”, un riferimento alla Traviata, che lei amava, e un auspicio per le donne. Questi libri, che rappresentano un piccolo patrimonio, saranno a disposizione di tutti e l’idea mi è piaciuta tanto», conclude.
L’Ananke, che è guidata da Brunella Capisciotti e conta 13 socie e una serie di volontarie, ha accolto la donazione della famiglia Di Domenico, «con gioia ed emozione. È un modo per conoscere Monia e i suoi tanti progetti», dice proprio Capisciotti, «ed è bello che la biblioteca si trovi nello stesso edificio che ospita dal 2005 il Centro antiviolenza (a piano terra). I locali sono quelli dello Spazio Sfera (al primo piano) e sono aperti a tutti, sono un luogo di incontro». Con la rassegna che si apre venerdì «aiutiamo a conoscere quel punto di vista delle donne che la violenza vuole sopprimere».
«Le iniziative che portiamo avanti sono tante», non solo finalizzate «ad accogliere le donne ma anche a promuovere la loro autonomia, abitativa e lavorativa, rispetto agli uomini maltrattanti», dice Doriana Gagliardone da Ananke, e poi c’è lo spazio culturale, «anche se è complicato far aderire la popolazione di Villa del fuoco». La “libreria di Monia” è un tassello in più, «e ci ha fatto molto piacere la donazione» che si aggiunge ai volumi già presenti, dedicati alla psicoterapeuta Francesca Molfino. «Vogliamo aprire la libreria di Monia, metterla a disposizione di tutti nello Spazio Sfera», dice una delle psicoterapeute, Sara Di Giovanni, «e abbiamo voluto agganciare un dono così prezioso a un progetto», quello della presentazione di altri volumi che parlano di donne. «I libri erano la passione di Monia, ce lo hanno detto le sue amiche, che sono una forza».

