Nasce la stazione delle bici «È sfida all’inquinamento»

30 Marzo 2021

Muoversi con le due ruote: il Comune fa l’accordo con Legambiente e Ferrovie I locali individuati nell’atrio dello scalo ferroviario: a disposizione cento mezzi

PESCARA. Una bike station da più di 100 biciclette, dentro la stazione centrale di Pescara. Nei locali che un tempo ospitavano una banca (con doppio ingresso dall’atrio della stazione e da via Ferrari) Comune, Legambiente e Rfi realizzeranno entro l’estate una ciclostazione, la seconda presente in città (l'altra è a Portanuova).
«La ciclostazione di Pescara centrale», spiega il presidente di Legambiente Abruzzo, Giuseppe Di Marco, «diventerà l’hub madre di tutte le velostazioni della costa abruzzese. Con la sua realizzazione andiamo a mettere a sistema due macro progetti: Costa dei Trabocchi Mob, nel Chietino e MoveTe, sulla costa teramana, con l’obiettivo di garantire la mobilità intermodale, tra treno, autobus e bici, riducendo al minimo l'utilizzo di auto».
L’accordo vedrà un investimento del Comune di circa 100 mila euro; l’intervento per gli arredi e gli allestimenti oltre alla gestione a cura di Legambiente, con una spesa di circa 100 mila euro; infine Rfi, che ha già messo a disposizione i locali, inserirà la struttura in un coordinamento, non solo regionale, delle ciclostazioni. «È un progetto nuovissimo per la città. I locali individuati», sottolinea l'assessore alla Mobilità sostenibile Luigi Albore Mascia, «sono perfetti. Questo accordo a tre ci permetterà di potenziare l'intermodalità a Pescara, con una fruibilità 24 ore su 24, garantendo servizi aggiuntivi».
Oltre al deposito di bici, sarà operativa una ciclofficina e Legambiente garantirà corsi di formazione. Dell’iniziativa si è parlato ieri durante la presentazione di Clean Cities, la campagna itinerante di Legambiente, con l’obiettivo di testare i capoluoghi italiani sui temi della mobilità e della transizione ecologica. L’associazione ha redatto una pagella che fotografa il rendimento del capoluogo adriatico in materia di sostenibilità e che è stata illustrata da Di Marco e Silvia Tauro, alla presenza del sindaco Carlo Masci e dell’assessore Albore Mascia (nella foto). Ciò che emerge è una Pescara che si applica, ma i cui voti sono ancora insufficienti. Nella pagella vengono analizzati alcuni indicatori di stato, che prendono in esame, nel periodo 2019-2020, i numeri di auto per 100 abitanti (a Pescara sono 62), i morti (4) e i feriti (572) per incidenti stradali, la media annuale di inquinamento e quanto incida sulle tasche dei cittadini. Su sei indicatori, cinque hanno una criticità elevata. Secondo uno studio europeo, i costi sanitari e sociali legati all’inquinamento (perdita di anni di vita, ricoveri ospedalieri, giornate di lavoro), ammontano per Pescara al 4,3 per cento del Pil pro capite.
Su 56 città italiane, il capoluogo adriatico si pone al 35esimo posto, con una spesa da 1.200 euro a testa all'anno. La concentrazione di Pm10 registrata in media negli ultimi 5 anni evidenzia ancora criticità, nonostante il miglioramento dell’ultimo anno. Poi vi sono gli indicatori di risposta e che riguardano le misure adottate in materia. «Rimane ancora nulla l’offerta del trasporto pubblico elettrico in attesa che parta a breve la filovia lungo la strada parco», evidenzia Di Marco. «Dati incoraggianti arrivano dalla implementazione di nuove piste ciclabili, che aggiungono 3 km nel 2020 e 3 km di strade a 20 e 30 all’ora, dalla partenza dell’offerta di sharing mobility e dalla revisione del Pums a gennaio, ma bisogna ancora lavorare per costruire una Pescara a misura d'uomo, dove tutto sia raggiungibile in 15 minuti senza auto».
«La sfida per i prossimi 10 anni», aggiunge il sindaco «non può che essere quella di portare avanti politiche che determinino l’abbattimento dei tassi d’inquinamento. Questo significa spingere ulteriormente il processo di mobilità alternativa».