Nel 2008 inizia la relazione, dopo 8 anni la condanna per l’infedeltà
L’AQUILA. La vicenda è iniziata nel 2008 a Roma quando è nata la love story tra il prete e la sua parrocchiana. Dopo alcuni mesi il marito scopre tutto e tramite i sui avvocati avvia una causa in...
L’AQUILA. La vicenda è iniziata nel 2008 a Roma quando è nata la love story tra il prete e la sua parrocchiana. Dopo alcuni mesi il marito scopre tutto e tramite i sui avvocati avvia una causa in tribunale nella quale cita in tribunale la donna e il prete. Il giudice, nel giugno dello scorso anno, ha condannato la donna a 15mila euro di danni visto che ha violato l’obbligo di fedeltà mentre don Vito Isacchi è uscito indenne visto che non aveva alcun obbligo. Anzi il giudice gli ha accordato il pagamento di 3200 euro che il marito gli avrebbe dovuto dare ma poi vi ha rinunciato. La sentenza a fine 2016 è passata in giudicato. Gli organismi religiosi, visto il caos ingenerato dalla discussa relazione tra i fedeli della parrocchia romana di San Giustino, ben consapevoli dei fatti, decisero nel 2010 di inviare don Isacchi nell’Aquilano per redimersi tramite un cammino ascetico e spirituale aiutando terremotati. Questo su iniziativa di monsignor Giovanni D’Ercole, già vescovo ausiliare all’Aquila. Poi, quando il caso è finito sulle pagine del Centro,a inizio agosto, il sacerdote si è dimesso dagli incarichi mantenendo le parrocchie. Ieri ha rinunciato a tutto con il benestare della Curia.(g.g.)
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