Nel supercarcere di Lanciano celebrati i riti di affiliazione: il “battesimo” nei video

Nel supercarcere di Lanciano avvenivano riti di affiliazione alla ’ndrangheta. Lo hanno scoperto i carabinieri del Ros dell’Aquila nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di...
Nel supercarcere di Lanciano avvenivano riti di affiliazione alla ’ndrangheta. Lo hanno scoperto i carabinieri del Ros dell’Aquila nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro sfociata nel blitz di ieri. Uno degli uomini del clan Maiolo, Giorgio Galiano, nel 2014 è stato “battezzato” nella casa circondariale di Villa Stanazzo (nella foto), dove è tuttora rinchiuso per scontare una condanna definitiva a quasi 15 anni e dove ieri gli è stata notificata un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare. A svelarlo è stato un collaboratore di giustizia e, come rimarcano i pubblici ministeri Antonio De Bernardo, Annamaria Frustaci e Andrea Giuseppe Buzzelli, gli investigatori della sezione anticrimine abruzzese hanno trovato una serie di riscontri a quelle dichiarazioni. Da accertamenti preliminari, infatti, è emersa la comune detenzione a Lanciano (in regime di alta sicurezza) di Galiano e del capo clan Angelo Maiolo dal 2012 al 2015. Non solo: attraverso l’analisi dei filmati del sistema di videosorveglianza i carabinieri hanno «ricostruito in maniera assolutamente analitica ed esaustiva persino gli attimi nei quali è avvenuta la celebrazione del rito di affiliazione». L’attenzione scrupolosa prestata da Maiolo e dagli altri esponenti del gruppo nell’esaudire ogni tipo di desiderio manifestato dal detenuto e dai suoi familiari «emerge in modo emblematico dall’attività di osservazione del Ros. Galiano ha ricevuto, da parte dei suoi sodali, ogni tipo di assistenza, dalla fornitura di capi di abbigliamento ai generi alimentari, fino al supporto logistico in occasione della fruizione dei permessi premio. La madre di Galiano fungeva – e verosimilmente funge tuttora – da trait d’union tra il figlio e lo stesso Angelo Maiolo, visto l’impossibilità, per i due, di comunicare in via diretta». (g.let.)

