Nella giornata della vista ecco le malattie da battere

8 Ottobre 2020

Mastropasqua spiega: sono almeno quattro. Tra queste, glaucoma e occhio pigro Il professore rinnova l’invito alla prevenzione: fondamentale la diagnosi precoce

CHIETI. Gli occhi sono un bene prezioso che va salvaguardato, e l’allerta legata al Covid-19 non deve distogliere l’attenzione da altri gravi problemi di salute. Oggi, nella Giornata mondiale della vista, facciamo il punto sulle patologie a cui prestare maggiore attenzione con l’aiuto del professor Leonardo Mastropasqua, direttore del Centro Nazionale di Alta Tecnologia in Oftalmologia dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara. Secondo i dati dell’Oms, la disabilità visiva colpisce circa 253 milioni di persone nel mondo, ma in realtà sarebbe evitabile o trattabile nell’80% dei casi. Solo in Italia si stima che ci siano circa 1 milione e mezzo di ipovedenti e 220 mila ciechi.
Quali sono le malattie oculari realmente prevenibili e a più alto impatto sociale? «Sono almeno quattro: il glaucoma, considerato ancora oggi il ladro silenzioso della vista con un’incidenza del 3% nel mondo, l’ambliopia che colpisce il 4-5% dei bambini nei primi anni di vita, la retinopatia diabetica che rappresenta la più temuta complicanza oculare del diabete mellito con un’incidenza annuale del 12.7% e che colpisce 3.2 milioni di persone solo in Italia. E ancora, la degenerazione maculare legata all’età, che resta una delle principali cause di cecità irreversibile negli ultrasessantenni nei paesi industrializzati, e affligge il 13% della popolazione mondiale. Intercettare in fase precoce queste patologie, avvalendosi di strumentazioni ad alta tecnologia e tecniche all’avanguardia, è la chiave per una reale prevenzione e cura della malattia». Vediamo come riconoscere e prevenire l’evolversi di queste malattie.
IL GLAUCOMA. Lo chiamano il killer silenzioso perché non dà alcun tipo di sintomo fino al comparire tardivo del calo visivo, quando si è ormai già verificata la morte delle cellule del nervo ottico con la perdita irreversibile di gran parte del campo visivo che assume la forma tubulare, come se fosse un binocolo. Ma cosa può metterci in allerta? «Nonostante siano stati identificati numerosi fattori predisponenti», spiega Mastropasqua, «il fattore di rischio più importante resta la pressione intraoculare che rappresenta anche l’unico su cui è possibile intervenire per modificare l’evoluzione naturale della malattia».
La diagnosi precoce è quindi fondamentale? «Assolutamente sì, bastano pochi minuti per effettuare la misurazione della pressione oculare con tonometri di ultima generazione con rilevazione dello spessore corneale integrato. Più sottile è la cornea più pericoloso è l’aumento della pressione intraoculare nell’indurre danno al nervo ottico».
AMBLIOPIA. Nei bambini molto piccoli si può presentare in maniera subdola l’ambliopia, conosciuta più semplicemente con il nome di “occhio pigro”. «Se la diagnosi e il trattamento riabilitativo avvengono precocemente, entro i 3/4 anni», afferma l’esperto, «ci sono promettenti possibilità di un recupero visivo anche completo, cosa che purtroppo non avviene se la diagnosi e la cura avvengono tardivamente, oltre i 5/6 anni di vita». Le linee guida della Società Oftalmologica Italiana consigliano la prima visita oculistica già alla nascita, accompagnata dalla valutazione ortottica e dalla prova della vista a tre anni. «L’ambliopia può non dare sintomi perché il bambino, vedendo con i due occhi contemporaneamente, non percepisce di vedere male con un occhio solo», aggiunge il medico, «solo un controllo ortottico e oculistico può svelarla».
DEGENERAZIONE MACULARE. Nella popolazione ultrasessantenne aumenta esponenzialmente l’incidenza della degenerazione maculare legata all’età. «Si tratta di una malattia che colpisce la porzione centrale della retina, la macula, sede della visione distinta», spiega Mastropasqua, «è possibile per il paziente effettuare direttamente un primo test di screening domiciliare attraverso la cosiddetta Griglia di Amsler, su cui si possono avvertire la distorsione delle righe o eventuali parti nere del campo visivo. Esami strumentali di imaging non invasivo come Oct e Oct angiografia, consentono di visionare in modo dettagliato il fondo oculare e permettono una diagnosi eseguibile in pochi secondi rispetto ai tradizionali venti minuti di fluorangiografia retinica, senza peraltro necessità di esami ematochimici preoperatori e l’utilizzo del mezzo di contrasto. Il trattamento tempestivocon laser navigati e computerizzati a filtro giallo o verde e in modalità micropulsata, in combinazione ad una corretta riabilitazione visiva, è fondamentale per un buon recupero della vista».
RETINOPATIA DIABETICA. È legata ad alti livelli di glucosio nel sangue non ben controllati che vanno a danneggiare i vasi della retina. «Il tasso della retinopatia diabetica non diagnosticata è ancora drammaticamente alto», dice Mastropasqua, «i sistemi di screening digitali prevengono il verificarsi di danni oculari gravi che portano inesorabilmente alla cecità. Laser retinici sottosoglia permettono trattamenti mirati anche della parte più delicata dell’occhio, la macula».