Niente acqua, agricoltori in crisi «Sono a rischio tutte le semine»

Oltre alla siccità, le cause sono la chiusura della diga di Penne e i lavori di manutenzione dell’Enel Gli imprenditori agricoli e gli allevatori del Pescarese: non ci possono togliere il servizio di irrigazione
CEPAGATTI. Dopo il Covid arrivano siccità, disservizi legati al Consorzio di bonifica e lavori di manutenzione dell’Enel a rendere la vita difficile ad agricoltori e allevatori della Val Pescara e dell’area vestina. La chiusura improvvisa della diga di Penne rischia infatti di mandare in fumo l’ultima semina, mentre tra un paio di settimane sono programmati lavori che interromperebbero il servizio irriguo nella zona della Val Pescara, causando non pochi problemi a chi ha terreni e allevamenti qui. Insomma un brutto colpo, dopo l’inverno e la primavera in cui l’ha fatta da padrone l’emergenza sanitaria legata al coronavirus, con difficoltà d’ogni genere a partire da quelle legate alla carenza di personale per l’istituzione delle zone rosse in diversi comuni.
Da Moscufo a Cepagatti, da Loreto Aprutino a Collecorvino, oggi il comparto agricolo di una vasta area della provincia pescarese viene nuovamente messo a dura prova.
A far soffrire in questo momento l’area vestina è la chiusura della diga di Penne, annunciata con appena 48 ore di anticipo. «Un provvedimento che non potevamo immaginare», lamenta Luca Patacca, titolare di un’azienda agricola a Loreto, «visto che fino a una decina di giorni fa, a occhio, sembrava di veder passare molta acqua nei fiumi. Il provvedimento è stato deciso a tempo indeterminato, cioè fino a quando non tornerà a piovere. Ma la cosa che riteniamo più grave è il fatto che ci sia stato un preavviso brevissimo, che non ha consentito di programmare il lavoro», sottolinea l’imprenditore. «Se l’avessimo saputo prima, avremmo pianificato diversamente la semina, che a questo punto rischia di andare completamente persa».
Praticamente un fulmine a ciel sereno che si è abbattuto sul morale di tutti gli operatori vestini, che nella campagna autunnale e invernale riponevano le proprie speranze per dare nuova forza alla categoria. E questo fulmine è arrivato solo sabato, con l’informativa in cui veniva annunciato che da lunedì la distribuzione delle acque irrigue non veniva più assicurata a causa della mancanza di risorse idriche all’interno della diga. Come se non bastasse, lo stesso problema a breve rischia di travolgere il comprensorio dei comuni di Alanno, Nocciano, Rosciano, Cepagatti, Pianella, Moscufo, Spoltore e Pescara, a causa di interventi di manutenzione straordinaria programmati dalla Enel Green Power il cui inizio è previsto per il 21 settembre, per una durata variabile dalle due settimane a un mese. E gli imprenditori come Patacca chiedono che vengano rinviati i lavori. «Probabilmente la data del 21 settembre è stata scelta perché in teoria quel giorno finisce l’estate», dice Patacca, «ma si tratta di una decisione che non può essere presa a tavolino, ma deve tenere conto del fattore climatico: se in quei giorni le temperature restano alte e andiamo incontro a un ottobre caldo, non possiamo fare a meno del servizio di irrigazione». Gli agricoltori chiedono perciò che i lavori di manutenzione straordinaria dell’impianto di produzione di energia idroelettrica, che possono coprire un periodo che va da due settimane a un mese, vengano spostati più in là. «L’ideale sarebbe che l’opera di manutenzione venga rinviata di un mese, in modo da stare più tranquilli», propone Patacca, «ma anche un rinvio di quindici o venti giorni sarebbe già una manna dal cielo per tutti noi agricoltori e allevatori che lavoriamo in Val Pescara».
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