«No al cambio di senso in centro» I residenti raccolgono le firme

19 Maggio 2015

Contestata l’inversione di marcia in viale Regina Margherita, parte una petizione contro il Comune Il promotore è un avvocato: «Modifica in contrasto con il piano traffico di D’Alfonso, non si può attuare»

PESCARA. «L’inversione del senso di marcia in via Regina Margherita è in contrasto con l’ultimo piano generale del traffico urbano, redatto nel 2005 dall’ex sindaco Luciano D'Alfonso e dall’assessore Armando Mancini e attualmente in vigore». Cita una sentenza di pochi mesi fa del Tar del Lazio, relativa al caso della città di Roma, l’avvocato Patrizio Cipriani, rappresentante dello storico Comitato dei mille che dal 1996 ha condotto tante battaglie in difesa dell’ambiente e della qualità della vita con il nome di Associazione tutela ambiente e vita per viale Regina Margherita e dintorni. Dopo la diffida presentata al Comune contro la proposta di cambiare nuovamente la direzione delle auto da nord verso sud in via Regina Margherita e ribaltare la percorrenza di via Mazzini in direzione monti-mare, spalleggiata dal vicesindaco Enzo Del Vecchio e dai commercianti, la prossima mossa è una raccolta firme dei cittadini del centro per chiedere all’amministrazione di centrosinistra di fare un passo indietro.

Il principio base è che Pescara non ha un piano traffico aggiornato. L’ultimo risale al 2005, nonostante la legge preveda che debba essere aggiornato ogni due anni. Tuttavia, in assenza di un progetto preliminare volto a soddisfare la domanda generale di mobilità, la giurisprudenza amministrativa ha stabilito che l’ultimo studio realizzato resta in vigore e mantiene in pieno la sua efficacia. A Roma parliamo di un piano traffico del 1999, mentre per Pescara bisogna rifarsi a quello del 2005.

Come si legge sui documenti, il piano generale del traffico urbano si snoda su alcune direttive principali che prevedono l’istituzione della zona a traffico limitato per la mobilità lenta e delle zone 30 per i pedoni. Inoltre è specificato che «l’area che si intende sottoporre a limitazione del traffico o, nella fase zero, a misure di calmierazione e riduzione della componente veicolare» è delineata dall’anello definito viale Muzii, viale della Riviera, lungomare Matteotti, via Foscolo, via Venezia, corso Vittorio Emanuele II e via Pellico.

«Le pedonalizzazioni fatte dal centrodestra», spiega Cipriani, «trovano fondamento in questo stesso strumento urbanistico redatto dal centrosinistra: un piano illuminato incentrato su una serie di studi approfonditi sull’inquinamento ambientale e sulla pericolosità degli assi viari. Invece, nonostante lo stesso colore politico dell’amministrazione Alessandrini, si vuole cambiare nuovamente il senso di marcia in via Regina Margherita, riportando il traffico in tutto il centro cittadino in quanto le automobili provenienti da nord, una volta arrivate in viale Muzii, proseguirebbero in viale Regina Margherita e via Fabrizi, di fatto paralizzando la circolazione e condannando la città allo smog». Un altro aspetto evidenziato nel piano traffico del 2005 è la misurazione dell’indice di pericolosità stradale, dato dal numero di incidenti rapportati alla lunghezza dell’asse viario e al numero di transiti giornalieri. Via Regina Margherita, in questa speciale classifica, risulta seconda solo a via Fabrizi, con corso Vittorio Emanuele al terzo posto. «In tutte le città moderne», evidenzia il legale promotore di una raccolta firme per bloccare i nuovi sensi di marcia, «ci sono provvedimenti che impediscono alle auto di entrare in centro o che almeno prevedono dei pedaggi. Il progetto di questa amministrazione contraddice tutti questi principi».

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