Non ha l’acqua in casa da giugno: lava i panni nella Nave di Cascella

8 Agosto 2021

PESCARA. Lavare il bucato dentro alla Nave di Cascella, con bacinella e stendibiancheria a portata di mano, sotto agli occhi di tutti, in segno di protesta contro l’Aca che non garantisce l’acqua....

PESCARA. Lavare il bucato dentro alla Nave di Cascella, con bacinella e stendibiancheria a portata di mano, sotto agli occhi di tutti, in segno di protesta contro l’Aca che non garantisce l’acqua. Una protesta simbolica, ma carica di significato, quella attuata ieri pomeriggio da Giulia Petcheva una donna di 45 anni, madre di tre figli, che vive in via Nora e che da giugno, racconta, deve fare i conti con la mancanza di acqua nel suo appartamento, al secondo piano di un edificio occupato al piano inferiore dal suocero e a piano terra dalla madre, che hanno lo stesso problema.
«L’acqua c’è solo la notte, dall’una e trenta, ma non è mai abbastanza per far partire la lavatrice. Durante la mattina non c’è, se non un filo tra le 10.30 e le 11, e mi devo affrettare a riempire le bottiglie per creare una scorta. Poi a pranzo niente, di nuovo un filo a metà pomeriggio e a cena niente. Impossibile fare la doccia, impossibile cucinare e lavare il bucato. Ma con tre figli di 5, 12 e 15 anni è impossibile andare avanti. Io capisco la crisi idrica ma vorrei almeno l’essenziale, senza dovermi dannare», ha detto la donna che nei giorni scorsi ha annunciato la manifestazione su Facebook e ha ottenuto il supporto anche di altri cittadini che ieri pomeriggio si sono presentati a largo Mediterraneo per darle manforte, condividendo i motivi della protesta. «Quando l’acqua non c’è i panni sporchi si lavano in piazza», hanno scritto su un cartello. E poi, su un altro, «Pandemia più carenza idrica uguale Medioevo», considerato che l’aumento dei fabbisogni e dei consumi scaturito dal Covid ha aggravato la situazione già pesante degli anni passati. «Meno fuoco più acqua», diceva un altro dei cartelli esposti a pochi passi dal mare con un riferimento all’emergenza roghi di domenica scorsa.
«Io voglio delle risposte», ha proseguito la 45enne che ha ammesso di «non aver contattato l’Aca», o meglio di aver «rinunciato dopo un paio di tentativi. Ma sono sicura che non ci sono guasti in casa», ha chiarito. «Non ho l’autoclave e se mi dovessero dire che è indispensabile dirò che non ho soldi», ha proseguito la donna, controllata alla Nave di Cascella dalla polizia municipale. Le prime risposte sono arrivate una volta terminata la protesta quando «sono stata contattata dal presidente dell’Aca», racconta Petcheva. Giovanna Brandelli le «ha annunciato un controllo al contatore di casa, per accertare se la pressione è quella che dev’essere garantita. E mi ha spiegato che domani (oggi per chi legge, ndr) aumenterà l’erogazione di acqua in città. Insomma un risultato l’ho raggiunto, sono soddisfatta». Convinta delle proprie ragioni, nei giorni scorsi Petcheva ha contattato anche il sindaco Carlo Masci che «ha parlato di situazione critica e si è mostrato sensibile». (f.bu.)