Nuova Pescara, fusione a rischio slittamento Le associazioni: «Pronti a ricorrere al Tar»

«Amministratori che non sono riusciti ad applicare la legge perché non sanno o vogliono fare, dovrebbero solo farsi da parte e non presentarsi alle prossime elezioni». Parte dalla dura provocazione...
«Amministratori che non sono riusciti ad applicare la legge perché non sanno o vogliono fare, dovrebbero solo farsi da parte e non presentarsi alle prossime elezioni». Parte dalla dura provocazione di Cristian Odoardi (nella foto), vice presidente dell'associazione Nuova Pescara, il nuovo appello a non rimandare ulteriormente il processo di fusione. I presidenti delle associazioni Nuova Pescara, Consiglieri comunali emeriti di Pescara e Verso Nuova Pescara, Marco Camplone, Mario Sorgentone e Nino D'Annunzio, hanno inviato una lettera al presidente della Regione Marco Marsilio, al presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, ad assessori e consiglieri regionali, deputati e senatori abruzzesi, al prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, ai sindaci delle tre città e ai presidenti delle 6 commissioni intercomunali, per sollecitare la costituzione della nuova città, senza ulteriori rinvii (oltre a quello già fatto dal 2022 al 2023), in nome «della sacralità della volontà popolare e del rispetto di una legge». «Le tre amministrazioni hanno scadenze elettorali che non sono allineate, ma il percorso è tracciato e se non si dovesse rispettare la volontà popolare, faremo ricorso al Tar» ha assicurato D'Annunzio. Dalle associazioni anche un'aspra critica al governatore Marsilio «per la sua assenza totale. Non è possibile che su un argomento del genere non sia mai sceso in campo», dicono. Presente all'incontro il consigliere regionale Antonio Blasioli, a dicembre tra gli oppositori dell'iniziativa, poi fallita, di rinvio della scadenza al 2027. Mentre da Montesilvano, l'ex consigliere Gabriele Di Stefano minaccia una marcia contro il progetto. (m.pa.)

