Nuova Pescara, il giorno del voto Il rinvio a rischio ostruzionismo
Approda in consiglio regionale la proposta di legge che porta al 2027 l’istituzione della città unica Il Pd: «Se non saranno accolte le nostre proposte, ribadiremo le critiche». Il M5S: «Noi voteremo no»
PESCARA. È il giorno del voto in consiglio regionale sulla Nuova Pescara. Questa mattina alle 11.30 l’assise si riunirà nella sala consiliare del Comune di Pescara per discutere la delibera che punta a modificare la norma del 2018 con cui è stata istituita la nuova città. Il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri illustrerà il progetto di legge che fa slittare l’istituzione dal 1° gennaio 2024, come stabilito nella norma attualmente in vigore, al 1° gennaio 2027. Il rinvio potrà essere richiesto da due Comuni su tre, se entro settembre 2023 avranno fuso almeno tre servizi, redatto 5 studi di fattibilità e ottenuto il via libera dei presidenti di giunta regionale, Marco Marsilio e di consiglio, Lorenzo Sospiri. In caso contrario l’istituzione resta al 1° gennaio 2024 con decadenza dei tre consigli. Nella delibera che approda in consiglio stamattina si prevede che, entro il 31 ottobre, la commissione intercomunale Statuto debba rimettere all’Assemblea la proposta di statuto provvisorio che dovrà essere adottato entro il mese successivo. Tutte le funzioni dovranno essere unificate entro il 31 luglio 2026. Il progetto di legge contiene anche alcuni accorgimenti per garantire la stabilità occupazionale del personale impiegato nelle società o nelle imprese affidatarie dei Comuni coinvolte nel processo di fusione.
Durante la discussione dovrebbero essere affrontati anche gli emendamenti delle opposizioni, una settantina circa del Pd, e un centinaio del Movimento 5 Stelle. Nei giorni scorsi si era tentato di trovare un’intesa attraverso un incontro di Sospiri con i capigruppo Francesco Taglieri, per i pentastellati, e con Antonio Blasioli e Silvio Paolucci per i dem. Dalla riunione era emersa una convergenza su alcune proposte. «Hanno presentato alcuni emendamenti», ricostruisce Sospiri. «La stragrande maggioranza sono compatibili con il disegno di legge. L’ufficio legislativo li ha vagliati e ritengo che molti si possano accogliere». In particolare dovrebbero entrare nella legge: l’introduzione di due tappe intermedie, a dicembre 2024 e a dicembre 2025 per il raggiungimento di ulteriori obiettivi, che se non ottenuti porterebbero al commissariamento; l’anticipazione della predisposizione dello statuto a settembre 2023, come ulteriore obiettivo da raggiungere per ottenere lo slittamento al 2027; e la messa a disposizione in un’unica soluzione dei 300mila euro a disposizione per la fusione.
Fino a ieri pomeriggio le minoranze hanno evidenziato di non aver ricevuto alcun riscontro. «In caso di non accoglimento», sottolinea Blasioli, «ribadiremo le nostre critiche». Al di là dell'inserimento o meno degli emendamenti nel dispositivo, dai 5 Stelle già nelle ore scorse era arrivato il chiarimento sul voto negativo. «La nostra posizione politicamente rimane la stessa e voteremo comunque in maniera contraria la legge», le parole di Taglieri.
Intanto ieri, i consigli di Pescara e Montesilvano hanno approvato lo schema di convenzione che istituisce l’Ufficio della fusione, che entrerà in attività nelle prossime settimane e che coordinerà tutte le attività necessarie ad associare i servizi. Il consiglio di Spoltore si era già pronunciato favorevolmente la settimana scorsa.
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