Nuova Pescara, maratona in aula Scontro sul taglio delle poltrone

Conto alla rovescia per l’assemblea del 4 settembre: si riuniranno tutti i 75 consiglieri dei tre Comuni Antonelli presiederà l’assise: «No alle polemiche, c’è il rischio che non si riesca a votare lo statuto»
PESCARA. Sarà il presidente del consiglio comunale di Pescara, Marcello Antonelli della Lega, a presiedere l’assemblea costitutiva della Nuova Pescara in programma il 4 settembre dalle ore 17. Sarà una maratona che andrà avanti a oltranza, probabilmente fino a notte o addirittura fino al giorno successivo, per l’approvazione della bozza di statuto, cioè la “Costituzione” della città unica con 116 articoli in 56 pagine. Nell’aula del Comune si ritroveranno i consiglieri comunali di Pescara, Montesilvano e Spoltore, i sindaci Carlo Masci (Forza Italia), Ottavio De Martinis (Lega) e Chiara Trulli (Pd), i presidenti del consiglio, oltre ad Antonelli, Ernesto De Vincentiis (Lega) e Lucio Matricciani (Pd): saranno in tutto 75 e ognuno di loro avrà diritto di parola. «Ma se dovessero intervenire tutti ci vorrebbero giorni e giorni per finire», dice Antonelli, «auspico che siano soltanto i capigruppo a parlare ma, in caso di richieste, non potrò affatto vietare gli interventi».
Di certo, la discussione sulla fusione sarà lunga: c’è tempo fino al 30 agosto per presentare gli emendamenti e, questa settimana, la commissione comunale Statuto guidata dal consigliere Claudio Croce (Forza Italia) si è riunita quattro volte per scrivere le modifiche da portare al voto. Sono tre i fronti di polemica che oppongono Pescara all’asse Montesilvano-Spoltore. Il primo è il numero dei consiglieri municipali: la bozza di statuto divide la città in 4 municipi con 16 consiglieri di zona per Spoltore e 25 per gli altri tre distaccamenti (Montesilvano, Pescara nord e Pescara sud). Ogni municipio, poi, avrebbe anche un presidente eletto dai cittadini. Quindi, ci sarebbero, compresi i 32 consiglieri del Comune di Nuova Pescara, 124 consiglieri a fronte dei 74 odierni. Con gli emendamenti, Pescara proverà diminuire i consiglieri municipali ma sarà scontro.
Altro nodo, sì o no agli assessori nei municipi: la bozza di statuto prevede un massimo di 4 assessori per municipio con quote rosa e possibilità di nominare due assessori esterni. Pescara non vuole gli assessori nei municipi mentre, per Montesilvano e Spoltore, le giunte periferiche sono necessarie a garantire la rappresentanza e a bilanciare il ruolo del presidente. Anche in questo caso, sarà battaglia con gli emendamenti.
Terza questione, il nome della città allargata a 180mila residenti: la bozza di statuto parla di “Nuova Pescara”, stessi termini usati nel referendum del 2014, mentre Pescara vuole conservare l’attuale denominazione. Un’ipotesi contestata da Montesilvano e Spoltore che ritengono indispensabile l’aggettivo “Nuova” per descrivere una città diversa dal passato.
Cosa succederà nell’assemblea? Ogni intervento potrà durare al massimo 5 minuti. «Il rischio che lunedì prossimo non si arrivi al voto della bozza di statuto c’è», ragiona Antonelli, «la seduta potrebbe essere aggiornata al giorno successivo».
Dopo i veleni incrociati tra Masci e De Martinis, che oltre a essere sindaco di Montesilvano è anche presidente della Provincia, Antonelli predica calma e sangue freddo: «No alle polemiche tra gli enti, la fusione, che ormai si deve fare per forza, si può subire o si può gestire». Il presidente si augura «un dibattito pacato e sereno» ma, stavolta, è quasi scontato che i toni si alzeranno, soprattutto dopo le polemiche Masci-De Martinis.
Sono previste altre due assemblee, 12 e 19 settembre: la legge regionale, che sposta il termine della fusione al 1° gennaio del 2027, dice che la bozza di statuto deve essere licenziata entro il 30 settembre. Se non accadesse, la Nuova Pescara potrebbe scattare già dal 2024.
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