Nuove aule al posto delle palestre Il Da Vinci vuole il teatro Cordova

Tanti nodi da sciogliere in vista del rientro in classe. Martedì il consiglio straordinario all’Aurum Il Pd: «Pochi autobus, il 30 per cento degli studenti delle superiori costretto alla didattica a distanza»
PESCARA. Utilizzare le palestre come aule scolastiche per sopperire alla carenza di spazi è uno dei punti salienti del piano di rientro a scuola. Ma se da un lato la sistemazione di banchi, lavagne e tramezzi divisori consentirebbe il ritorno sui banchi in sicurezza già dal 14 settembre, data fissata dal ministero, dall’altro questa soluzione finisce per sacrificare l’educazione fisica e le attività sportive pomeridiane gestite dalle associazioni alla didattica in presenza.
Succede nei tre plessi dell’istituto comprensivo 3 (via Regina Margherita, via Regina Elena e via del Milite Ignoto) e all’istituto comprensivo 8 dove da una palestra saranno ricavate quattro classi per gli alunni di Borgomarino. L’allarme è stato lanciato, ieri mattina, dalla consigliera comunale del Pd Stefania Catalano durante un incontro nel piazzale esterno del municipio, organizzato dall’opposizione (presenti anche Piero Giampietro, Marinella Sclocco, Giovanni Di Iacovo e Marco Presutti) ed è stato confermato dall’assessore alla Pubblica istruzione Gianni Santilli che, questa mattina, effettuerà un sopralluogo alle 9,30 all’istituto comprensivo 3 con i tecnici e il responsabile della sicurezza della scuola «per trovare una soluzione», spiega, «anche se sarà molto difficile visto che le linee guida del Ministero impongono di sfruttare tutti gli spazi a disposizione per consentire il ritorno sui banchi in sicurezza, palestre comprese».
Sono diversi i punti interrogativi sul nuovo anno scolastico con l’emergenza Covid in corso: il trasporto scolastico, le mense, gli spazi aggiuntivi per favorire il distanziamento sociale in classe e i fondi sulla manutenzione ordinaria «che sono stati tolti dal bilancio e non sappiamo che fine abbiano fatto», dice Sclocco.
Il Pd ha chiesto e ottenuto la convocazione di un consiglio comunale straordinario che si terrà martedì prossimo, 4 agosto, nel piazzale Michelucci dell’Aurum, allargato a dirigenti scolastici, sindacati, insegnanti e studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado. «Sono rimasti 70 posti», dicono, «i primi 30 sono stati richiesti in poche ore via email e si è ritenuto necessario procedere con la prenotazione online visto che il tema è molto sentito». Tra i nodi da sciogliere ci sono gli spazi che mancano al liceo scientifico Da Vinci, che ha formalizzato al Comune la richiesta di usufruire dell’ex sede del quartiere Castellamare in viale Bovio, che oggi ospita il teatro Cordova, e della vicina biblioteca “Falcone e Borsellino” per ricavare aule scolastiche. Il liceo scientifico Galilei, invece, sta vagliando la disponibilità del Palaelettra per le ore di educazione fisica. «Questa giunta è inadeguata ad affrontare il piano di rientro», denuncia Catalano, «fa finta di ascoltarci, ma poi non fa nulla di concreto. Tutti parlano della necessità di tornare a fare lezione in presenza, ma di fatto il 30 per cento degli studenti delle scuole superiori non potrà frequentare perché non è stato garantito il servizio di trasporto scolastico, specie per i ragazzi della provincia, visto che i bus sono pochi e non riusciranno a coprire le corse aggiuntive. Anche sugli scuolabus non abbiamo certezze su come saranno gestiti i mezzi e gli ingressi scaglionati». «Il bando per lo scuolabus è stato aperto la scorsa settimana», precisa Santilli, «quindi non sappiamo ancora quanti alunni delle materne, primarie e medie faranno richiesta e per questo non abbiamo ancora predisposto il servizio. Sulle altre questioni riferirò in consiglio, come ho sempre fatto in tutte le commissioni alle quali sono stato invitato».
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