Oggi la partita per Crox Gli amici: in campo per ricordarlo e riflettere

L’evento organizzato dall’associazione in memoria del ragazzo ucciso Il mister: si riparte dal calcio che insegna a vincere e a perdere insieme
PESCARA. Un anno fa molti di loro erano con Christopher a festeggiare i suoi sedici anni. Ma oggi che Crox non c’è più, ucciso prima di poter arrivare a questi 17 anni da due coetanei, lo scorso 23 giugno, con 25 coltellate nel parco Baden Powell a ridosso della stazione di Pescara, gli amici di Christopher scenderanno in campo per lui.
Chi lo ha avuto come compagno di squadra nelle giovanili del Rosciano e chi no, dalle 18 tutti saranno all’antistadio di Pescara, per partecipare al torneo con altre tre formazioni (Cantera Adriatica, Folgore Delfino Curi e Pescara Calcio 1936) organizzato dall’associazione “Crox -Per la riscoperta dei valori” voluta da Olga Cipriano, la nonna del ragazzo di Rosciano. Un’iniziativa che nel giorno del 17° compleanno di Christopher Thomas Luciani vuole essere una mano tesa «a tutti quei giovani che si sentono messi da parte e che a volte prendono strade sbagliate», ha spiegato nonna Olga, «a tutti quei ragazzi che non socializzano, e che per ragioni diverse si sentono trascurati. È a loro che l’associazione vuole dare ascolto e offrire un dialogo».
Ma per gli amici che scenderanno in campo nel pomeriggio, oggi è il giorno di Crox. È per lui che hanno risposto all’appello di partecipare al torneo, anche se molti di loro non giocano più a pallone. «Partecipiamo con lo stesso spirito con cui avrebbe partecipato lui», dice Pierluca Piacentini, amico di Christopher da quando erano bambini e compagno di allenamento sul campo del Rosciano. «Sarebbe stato il primo a giocare per divertirsi e così faremo noi, a prescindere dal torneo e dal risultato delle partite. Ci siamo per ricordarlo, ci mettiamo in gioco per lui, perché adesso è il momento di riflettere ed è importante che anche la città risponda. È un modo per riflettere ancora, l’unica cosa che possiamo fare dopo quello che è successo».
«Esserci, per molti di questi ragazzi, non è neanche facile, perché hanno perso un amico», dice Ezio Marganella, allenatore dello Sporting Pianella che nell’occasione guida la squadra degli amici di Crox. «E il fatto che ci siano è già un primo obiettivo raggiunto. Anzi, a dirla tutta sono gli stessi ragazzi che si sono messi d’accordo, che si sono mobilitati comprendendo perfettamente con che spirito si scende in campo. Non certo per vincere, ma per esserci e per ripartire dallo sport, dal calcio, un gioco di squadra che insegna a collaborare, ad aiutarsi, a vincere e a perdere insieme, pronti ad accettare anche le delusioni». E poi a Christopher il calcio piaceva e lui stesso fino a qualche tempo fa, prima del Covid, aveva giocato nel Rosciano. Ala o terzino, era veloce Christopher, minuto ma rapido. Di testa e di gambe. E amava stare con i suoi amici.
Quando è tornato l’ultima volta a giugno, il 20, primo weekend dell’estate rubato alla disciplina e alle regole della comunità di Campobasso dove stava dallo scorso novembre, Christopher li ha contattati tutti, i suoi amici. Messaggi su Instagram, videochiamate: non aveva il telefonino ma come ha potuto si è messo in contatto con loro. «Ha chiamato tutti, era tornato solo per rivederci», dice Pierluca, «ma sarebbe ripartito, sapeva quello che aveva passato e aveva voglia di ricominciare, di proseguire nel suo percorso».

