Pescara

Omicidio Crox, il giudice è incompatibile. Slitta la decisione sui ragazzi del gruppo

21 Ottobre 2026

Pescara, il ragazzo ucciso con 25 coltellate nel parco. Il gip Ferrari doveva valutare l’opposizione presentata dalla nonna di Christopher Thomas Luciani, ma non può perché aveva già convalidato l’arresto dei due minorenni. Il fascicolo passa in altre mani

PESCARA. Nulla di fatto nell’udienza di ieri al tribunale dei minori dell’Aquila, davanti al gip Roberto Ferrari che doveva decidere sull’opposizione all’archiviazione di tutto il gruppo che il pomeriggio del 23 giugno del 2024 accompagnò alla morte il povero Cristopher Thomas Luciani, per tutti Crox, colpito con 25 coltellate nel parco Baden Powell di Pescara da due minorenni (uno figlio di una avvocata e l’altro di un carabiniere) già condannati a 16 anni (quello che inflisse le prime coltellate mortali alla schiena della vittima) e 14 anni (l'amico che ricevette il coltello per proseguire nella “mattanza”).

Il giudice, che prese in carico il fascicolo dopo oltre un anno e due udienze (anche se rinviate per motivi diversi), ieri si è dichiarato incompatibile in quanto, a suo tempo, convalidò l'arresto dei due assassini reo confessi. E così, tutto dovrà cominciare da capo: il fascicolo andrà nelle mani del presidente del tribunale dei minori che dovrà procedere alla nomina di un altro giudice che a sua volta dovrà notificare a tutti gli interessati la data della udienza di opposizione all'archiviazione. La nonna di Crox, Olga Cipriani (ieri presente in aula come sempre), assistista dall'avvocato Giacomo Marganella, nel gennaio del 2025 aveva presentato una querela contro tutti i componenti del gruppo che quel maledetto giorno accompagnarono i due assassini nel luogo del delitto, anche se soltanto uno, figlio di un carabiniere, assistette all'uccisione di Crox senza fare nulla, tanto è vero che la Procura, soltanto contro di lui, sta procedendo separatamente per omissione di soccorso. Per gli altri nove, compresi i due condannati che comunque sono stati inseriti nella querela sempre per omissione di soccorso, arrivò la richiesta di archiviazione dalla procura: «In relazione a tutti gli atti del procedimento penale e del successivo processo per l'omicidio», scrive il pm nella richiesta di archiviazione, «è emerso con lampante chiarezza che nessun reato è ipotizzabile a carico degli indagati nel presente procedimento. Sono pendenti a loro carico, invece, procedimenti civili. Tali considerazioni valgono per tutti ad eccezione di (e riporta il nome del minore che omettiamo ndr) che, essendo stato l'unico tra essi a visionare la presenza del Luciani in terra dopo l'efferata aggressione, in quanto recatosi nella parte nascosta del parco in cui è avvenuto il fatto delittuoso omicidiario, avrebbe omesso di allertare i soccorsi e di conseguenza, nei suoi confronti si procede separatamente».

Ma nonna Olga non ha condiviso quella decisione e ha presentato una articolata e corposa opposizione riportando stralci degli interrogatori di tutti i ragazzi del gruppo per dimostrare che erano perfettamente consapevoli di quanto era accaduto fra quei cespugli e anche per averlo sentito direttamente dai due assassini e dal testimone oculare.

Quest'ultimo riferì agli inquirenti che «ha iniziato ad andare avanti Cristopher», poi fa il nome del primo accoltellatore che gli stava dietro e che si gira verso il gruppetto: «ci ha fatto una smorfia e ci ha fatto vedere il coltello». E poi, quando il primo aggressore uscì dal cespuglio e vide gli amici disse: «ora zitti tutti, al mare, e noi lo abbiamo seguito», riferisce il secondo accoltellatore al pm. Una gran quantità di atti processuali raccolti dalla parte civile per dimostrare il coinvolgimento di tutti in quella drammatica spedizione punitiva. E ora un altro giudice dovrà esaminare tutta la documentazione a supporto dell'opposizione e decidere se confermare l'archiviazione o agire diversamente verso il gruppetto.

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