21 ottobre

Oggi, ma nel 1981, a Marsiglia, in Francia, in Boulevard Michelet, alle 12.49, François Checchi e Charles Altieri su mandato di François “Leblond” Girard e Homère Filippi, assassinavano, con tre colpi di pistola, il giudice istruttore transalpino Pierre Michel, detto “Le justicier” ovvero “Il giustiziere”, di 38 anni, impegnato nella lotta al traffico internazionale di droga collaborando anche con la “Dea” statunitense e con magistratura antimafia italiana. La vittima (nella foto, particolare, nello scatto di Serge Assier), originaria di Saint-Amans soult, allieva del giudice Renè Saurel dal quale aveva ereditato lo spinoso lavoro sulla “French connection”: la massiccia esportazione d’eroina dalla Costa Azzurra agli States scovata dai poliziotti newyorkesi Sonny Grosso ed Eddy Egan, il 21 gennaio ’62, arrestando il presentatore marsigliese di Télé-Paris Jaques Angelvin.
Vicenda poi raccontata da Robin Moore nel volume “The French connection” pubblicato da Little, Brown and company di Boston nel 1969. Libro poi utilizzato per la trasposizione cinematografica “Il braccio violento della legge”, film pluripremiato del 1971 del regista William Friedking. Indagando su Gerlando Alberti - alias “U Paccarè” ossia “L’imperturbabile” della famiglia mafiosa palermitana di Porta nuova, arrestato il 26 ottobre ’80 a Carini in una raffineria clandestina - il giudice Michel aveva scoperto legami importanti tra la malavita del “Milieu” marsigliese ed esponenti del giro dello smercio della polvere bianca di Cosa nostra. Il sodalizio professionale con Giovanni Barrile, Giusto Sciacchitano e soprattutto con Giovanni Falcone gli porteranno l’appellativo di “Falcone francese”.
L’agguato costato la vita a Michel veniva messo a segno, non a caso, due giorni prima dell’audizione di Marc Chambault, ritenuto uomo di fiducia di Gaëtan Zampa, discusso e discutibile personaggio al vertice della mala marsigliese. Il 3 luglio 1975 era stato accoppato a Lione un altro giudice: François Renaud alias “Le Shérif”. L’omicidio era rimasto e rimarrà senza un colpevole assicurato alla giustizia nonostante l’indagine in corso e che durerà 17 anni. Girard, Altieri, Filippi (latitante) e Checchi, invece, ad Aix-en-Provence, il 30 giugno 1988, verranno condannati all’ergastolo.

