Comunicato Stampa: Consiglio Veneto, approvato il bilancio consolidato 2025 della Regione del Veneto

20 Ottobre 2026


Nel corso della seduta odierna, il Consiglio Veneto ha approvato, con 27 voti favorevoli e 15 contrari, il disegno di deliberazione amministrativa n.17, di iniziativa della Giunta, relativo al bilancio consolidato 2025 della Regione, relatore per l’aula, il presidente della Prima commissione dell’assemblea legislativa, Andrea Tomaello (Stefani Presidente), correlatore, il vicepresidente della stessa Commissione, Paolo Galeano (Partito Democratico).
L’adempimento è previsto dal decreto legislativo n.118/2011 che stabilisce l’obbligo di dare conto dei risultati economici, patrimoniali e finanziari derivanti dalla gestione complessiva di enti e organismi strumentali, aziende, società controllate e partecipate che compongono il cosiddetto Gruppo Regione del Veneto. Al 31 dicembre 2025, il Gruppo presenta un attivo patrimoniale di circa 14,435 miliardi di euro (13,388 miliardi nel 2024, 12,121 nel 2023), un patrimonio netto di oltre 3,42 miliardi euro (3,22 miliardi nel 2024, 2,94 nel 2023) e un risultato economico d’esercizio positivo di poco superiore a 158 milioni di euro (308 milioni nel 2024, 114,9 nel 2023). I soggetti rientranti nel consolidamento sono 32, esclusa la capogruppo Regione del Veneto; le 11 società sono: Veneto Edifici Monumentali, Veneto Acque, Infrastrutture Venete, Veneto Sviluppo, Veneto Strade, CAV - Concessioni Autostradali Venete, Autostrade Alto Adriatico, Infrastrutture Milano-Cortina 2026, Veneto Innovazione, Friulia e Veneto Sviluppo Società di Gestione del Risparmio, e Finest. I 21 enti e agenzie sono: le sette Ater provinciali, i quattro enti parco (Sile, Colli Euganei, Delta Po, Lessinia), i tre Esu (Padova, Venezia e Verona), l’Avisp (Agenzia veneta per l’innovazione del settore primario - Veneto Agricoltura), l’Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po), l’Arpav (Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale), l’Avepa (Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura), Veneto Lavoro, l’IRVV (Istituto Regionale Ville Venete) e Fondazione Veneto Film Commission. 
“Il bilancio consolidato assolve a un adempimento contabile - ha evidenziato il vicepresidente Galeano nel corso della correlazione - ma dovrebbe essere anche uno strumento per valutare se i risultati economici del Gruppo Regione rispondano davvero ai bisogni dei cittadini. Dalla Pedemontana veneta, che richiede ulteriori undici milioni di euro regionali per coprire lo squilibrio di gestione, all’emergenza abitativa, alla carenza di alloggi per gli studenti, emergono criticità che il documento non approfondisce adeguatamente. Occorre rafforzare il controllo sugli organismi partecipati e una valutazione critica dei risultati, affinché il consolidato non si limiti a un adempimento burocratico, ma contribuisca a migliorare le risposte della Regione alle esigenze economiche, sociali e ambientali del territorio”, argomenti che sono stati ulteriormente sviluppati nel corso della discussione generale anche dai consiglieri dem Chiara Luisetto, Monica Sambo e Alessandro Del Bianco, che hanno focalizzato il proprio intervento sulla situazione delle Ater, degli Esu e della Fondazione Milano-Cortina, e dal capogruppo del Pd, Giovanni Manildo, che ha giudicato il consolidato “un documento luminoso, ma totalmente distante dalla realtà e dai reali bisogni del nostro Veneto”.
“Il bilancio consolidato - ha puntualizzato la consigliera Elena Ostanel (Alleanza Verdi e Sinistra) - è uno strumento che consente di verificare se le partecipate regionali riescano a rispondere ai bisogni dei cittadini. Dalle Ater, con l’aumento degli alloggi sfitti e le difficoltà di accesso alla casa, alla Pedemontana, che continua ad assorbire risorse a scapito anche della manutenzione stradale, servono investimenti adeguati e obiettivi concreti. Non possiamo utilizzare le partecipate come un bancomat né chiedere loro risultati senza fornire le risorse necessarie. Per questo torniamo a chiedere un’addizionale Irpef progressiva sui redditi più alti, per finanziare i servizi e garantire risposte alle esigenze del territorio”, tema ulteriormente sviluppato anche dal capogruppo di Avs, Carlo Cunegato.
“La crescita del patrimonio netto non è di per sé garanzia di una buona gestione - ha aggiunto il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Flavio Baldan - perché le partecipate pubbliche devono soprattutto garantire servizi di qualità ai cittadini, mantenendo l’equilibrio finanziario. Il bilancio consolidato dovrebbe quindi consentire di valutare, società per società, se all’incremento patrimoniale corrisponda un effettivo miglioramento dei servizi. Occorre andare oltre i risultati contabili e verificare quale beneficio concreto producano per la collettività le risorse e i risultati economici delle partecipate regionali”.
Sui temi dell’emergenza abitativa è intervenuto anche il consigliere Stefano Valdegamberi (Gruppo misto - Futuro Nazionale): “Non serve aumentare le tasse per far tornare i conti: servirebbero misure di riduzione delle spese e di diminuzione dei costi energetici”.
Al termine della discussione generale è intervenuto l’assessore regionale, Filippo Giacinti: “Il tema dell’addizionale Irpef non è un tabù, ma la priorità rimane la razionalizzazione delle spese”.

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