Omicidio di via Tibullo, raccolta fondi in parrocchia

22 Febbraio 2016

PESCARA. Raccogliere fondi e aiutare la famiglia di Krystyna e Arkadiusz Miksza, madre e figlio uccisi il 24 gennaio in una mansarda di via Tibullo. Questa la finalità della santa messa celebrata...

PESCARA. Raccogliere fondi e aiutare la famiglia di Krystyna e Arkadiusz Miksza, madre e figlio uccisi il 24 gennaio in una mansarda di via Tibullo. Questa la finalità della santa messa celebrata ieri, alle 10, nella parrocchia di San Luigi. Il parroco, don Carmine, ha raccolto l'appello di chi conosceva i due polacchi di 53 e 22 anni assassinati quasi un mese fa e, all'inizio della celebrazione, ha annunciato che sarebbe stata effettuata una colletta per aiutare i figli di Krystyna che vivono ancora in Polonia e hanno dovuto sostenere una spesa di 4000 euro per riportare le salme nel loro paese, dopo il delitto. Poche parole, da parte del sacerdote, che poi ha ricordato Krystyna e Arkadiusz tra coloro a cui destinare le preghiere della celebrazione in suffragio dei defunti.

In questa zona, a pochi passi dalla chiesa, viveva Arkadiusz, che la madre chiamava Arka. Il giovane poteva contare costantemente sull'aiuto della donna, che lavorava come donne delle pulizie e si preoccupava della sua sorte. Quel giorno Arka era a casa con Maksym Chernysh, un ucraino di 25 anni residente a Francavilla al Mare. Maksym gli aveva chiesto ospitalità e si era trasferito a casa di Arka pagando 150 euro: sarebbe rimasto lì solo pochi giorni, questi erano gli accordi, per poi trovare un alloggio per conto suo, non volendo più vivere con la madre a Francavilla. Entrambi hanno assunto droga e mentre Maksym stava riparando il mouse di un computer è scoppiata una lite per motivi futili e l’ucraino ha colpito brutalmente Arka con un bastone e un coltello. Successivamente è arrivata in casa Krystyna che si è trovata di fronte una scena di sangue terribile ed è stata colpita anche lei. Maksym è fuggito e si è rifugiato in un edificio non molto lontano da lì, lasciando lungo la strada un borsone con le sue cose e una parte della mazza da baseball insanguinata. Nel giro di poco, seguendo le tracce di sangue lasciate sulla via, è stato rintracciato, bloccato e arrestato.