Ospedale, Geriatria al collasso L’Ordine infermieri: inaccettabile

La denuncia del presidente Rosini: fino a 80 degenti in reparto e di notte 2 operatori per 38 malati L’appello al sindaco Masci e all’assessore regionale Verì: più personale e supporti tecnologici
PESCARA. «Settantadue pazienti nel reparto che dovrebbe ospitare 46 posti letto e 9 di lungodegenza, con punte che superano gli 80 degenti e un tasso di occupazione dei posti letto pari al 130%». Questa la situazione, ieri, il giorno dopo Ferragosto, nel reparto di Geriatria di nuovo al collasso. La denuncia dell’ennesima emergenza posti letto nelle stanze al sesto piano dell’ospedale, arriva da Irene Rosini, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Pescara, che in un appello al sindaco Carlo Masci e all’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, esprime «amarezza e sconforto per le condizioni in cui versano i pazienti» del reparto e chiede personale e nuova tecnologia per migliorare l’assistenza ai degenti.
«Condizioni», denuncia Rosini, «che ledono ancora di più la dignità della persona, in quanto colpita maggiormente nella sua fragilità di anziano e malato. Non è più accettabile la persistenza di questa situazione divenuta oggi cronica e non più straordinaria, già denunciata più volte dall’Ordine». Ma anche dal primario del reparto Emilio Francesco Simeone che ogni giorno, con il suo staff operativo di medici, infermieri e operatori socio sanitari, produce una serie di miracoli per dare una assistenza, la migliore possibile, ai pazienti (over 65) in corsia, nei corridoi o temporaneamente dislocati negli altri reparti dell’ospedale.
«A fronte di 46 posti letto e 9 di lungodegenza su due unità operative», prosegue Rosini, «i pazienti da assistere sono costantemente 64, con punte che superano gli 80 degenti». Il bilancio di ieri «72 pazienti con un tasso di occupazione dei posti letto pari al 130%» , 17 pazienti in più. Il personale «è calibrato», spiega il presidente dell’Opi, «per assistere i posti letto dichiarati e non quelli in esubero. Ciò espone a rischio non solo la sicurezza delle cure, ma anche quella degli operatori che assistono un numero maggiore di pazienti affetti da patologie diverse. Le criticità aumentano durante i turni notturni quando sono presenti solo due infermieri per circa 38 malati, con accettazione ricoveri e la totale assenza di personale socio sanitario».
Altra criticità, denuncia Rosini, «è data dal setting assistenziale che per molti degenti di esplica in corridoio dove mancano le più basilari condizioni di privacy, rispetto e dignità dell’uomo. Non si può continuare ad assistere, anche nel prossimo 2020, a questo grido di dolore di malati e familiari».
Quindi la richiesta a Masci e Verì, che ben conoscono la situazione dei reparti ospedalieri, affinché intervengano al più presto «per adeguare le dotazioni organiche del personale infermieristico e di supporto, migliorare le risorse tecnologiche per ridare dignità alla popolazione anziana». (cr.pe.)

