Otto ore di attesa per i pazienti del reparto Dialisi

Penne, dopo la sospensione dei ricoveri a Ortopedia altri gravi disagi per gli utenti dell’ospedale San Massimo
PENNE. Non sembra esserci più pace per l’ospedale San Massimo di Penne. Dopo la sospensione dei ricoveri ordinari decisa per il reparto di Ortopedia, con il personale medico passato da quattro a tre unità dopo il pensionamento del dottor Antonino Liberi, ieri si è verificato un problema per gli utenti del reparto Dialisi. I malati hanno dovuto sopportare un ritardo forzato alle cure a causa di un problema all’impianto idraulico del reparto.
«Ci sono pazienti che vivono un equilibrio chimico-fisico molto particolare e questi disagi sono molto pericolosi», ha sottolineato un componente dell’associazione Aned (Associazione nazionale emodializzati) che da tempo si batte in difesa dei malati di dialisi del San Massimo. Alcuni pazienti hanno dovuto attendere ore ed ore prima che le sale potessero nuovamente tornare a funzionare. Non è la prima volta che il reparto dialisi del San Massimo evidenzia problemi strutturali importanti che causano gravi disagi agli ammalati. Anche l’associazione “Salviamo l’ospedale di Penne” ha voluto dire la sua sulla situazione di disagio che si è venuta a creare.
«Per la seconda volta in poco tempo la Dialisi di Penne ha dei problemi di praticabilità. Il direttore sanitario Di Luzio farebbe meglio a far in modo che certi episodi incresciosi non accadano. I pazienti in dialisi», ha detto il presidente dell’associazione “Salviamo l’ospedale di Penne” Nicola Spoltore, «hanno dovuto attendere almeno otto ore in più, prima di poter essere attaccati alle macchine a cui devono la vita, con uno scombussolamento dei turni e gravi disagi anche per il personale del servizio. Per quanto riguarda il reparto di Ortopedia di Penne, al di là delle manfrine messe in atto quotidianamente dai vari personaggi, non è più contemplato dall'atto aziendale, e quindi come reparto non potrà più riaprire, a prescindere dalle unità che vengono meno e non vengono sostituite, come accade ormai da anni. Il cronoprogramma prevede il completamento dei tagli entro maggio, dettati dal declassamento e descritti nel citato piano aziendale. Si può mentire, mascherare, ma la realtà, triste, è questa ed è ora che i cittadini utenti vestini se ne rendano conto. L’ennesimo episodio della dialisi è solo la punta dell'iceberg del degrado in cui è stato portato e lasciato l'ospedale San Massimo», ha concluso il dottor Spoltore. La realtà sanitaria vestina continua a vivere un periodo di grande difficoltà. Di certo negli ultimi dieci anni il San Massimo è stato pesantemente limitato dalle scelte politiche ed aziendali sia in termini di servizi che di posti letto.
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