Paolo Esposito è il nuovo direttore del Gssi

15 Ottobre 2019

Originario di Chieti, è stato a capo dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere

L’AQUILA . Paolo Esposito, 53 anni, originario di Chieti, è il nuovo direttore generale del Gran Sasso Science Institute.
Esposito, dal 2012 al 2018 alla guida dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere, dallo scorso anno è direttore del personale della società farmaceutica Dompé. Il consiglio di amministrazione del Gssi, su proposta del rettore, Eugenio Coccia, ha conferito ad Esposito un incarico biennale «in virtù della sua elevata qualificazione professionale e comprovata esperienza pluriennale con funzioni dirigenziali». Il suo è un curriculum di peso: laureato in scienze politiche all’Università “La Sapienza” di Roma, Esposito ha conseguito un master in gestione delle risorse umane e relazioni industriali comparate alla Bologna Sinnea International. Negli ultimi venti anni ha ricoperto il ruolo di direttore del personale in importanti compagnie nazionali e multinazionali del settore manifatturiero e dei servizi come Air One, Sanofi, Il Messaggero e, da ultima, la Dompé. Nel 2012 è stato nominato dal Governo alla guida dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), incarico ricoperto per sei anni. Il nome di Esposito è stato inserito, a settembre scorso, nella classifica stilata dal mensile Capital, sui 100 migliori manager delle risorse umane in Italia. A lungo corteggiato da Dompé, dove è approdato lo scorso anno quando ha lasciato la guida dell’Usrc, dal prossimo mese Esposito sarà chiamato ad assumere la direzione di uno degli enti di ricerca più prestigiosi in Italia, il Gssi, che ha sede all’Aquila. Proprio in occasione del riconoscimento attribuito da Capital, il manager aveva spiegato la sua linea d’azione: «Non mi piace la frase non si può fare», ha dichiarato, «ogni obiettivo può essere raggiunto con il lavoro di squadra, unendo le forze e le capacità di un team consolidato. In tutte le mie esperienze aziendali ho sempre applicato il metodo della coerenza, del rigore e della trasparenza, riportando anche il modello manageriale privato nella sfera pubblica, quando sono stato chiamato alla guida dell’Usrc. L’esperienza di una borsa di studio in Giappone, 26 anni fa, mi è servita ad apprendere la grande attenzione ai particolari, che anche in un’impresa fanno la differenza». (m.p.)