Papà separati: per noi la festa è poter stare con i nostri bambini

19 Marzo 2021

La richiesta del presidente dell’associazione alle istituzioni: «Dopo le separazioni, tanti uomini in difficoltà: aiutiamoli»  

PESCARA. Il trauma più forte i papà separati lo hanno vissuto sulla propria pelle in occasione del lockdown dello scorso anno, quando il dolore per la fine del rapporto di coppia si è unito per mesi al dramma dei diritti cancellati. Far visita al proprio figlio o semplicemente condividere le lunghe giornate in didattica a distanza, in coincidenza con la limitazione degli spostamenti e con il vuoto normativo dei primi decreti anti Covid, per molti uomini è diventata una battaglia prima psicologica e poi legale, con conseguenze devastanti sul vissuto dei bambini. Il tutto unito alle difficoltà, anche economiche, legate all'emergenza sanitaria. È per queste ragioni che l'associazione “Sono papà”, nata nel 2017 con l’obiettivo di aiutare i figli a vivere con serenità il rapporto con il proprio padre, lancia nel giorno della festa di San Giuseppe un appello alle madri e alle istituzioni abruzzesi: «Aiutateci ad aiutare gli uomini in difficoltà. Noi papà separati e divorziati chiediamo solo di essere presenti nella vita dei nostri figli e nel loro percorso di crescita», sottolinea il presidente, Fabio Erro, 47 anni, ex maresciallo dei carabinieri, ma soprattutto padre di un adolescente di 15 anni. L'associazione ha un direttivo di 12 persone e raccoglie in tutto l'Abruzzo circa un centinaio di uomini, accomunati dai medesimi problemi sull’esercizio del diritto alla genitorialità.
«Non vogliamo fare la guerra a nessuno, a maggior ragione alle madri», evidenzia Erro, «ma anche noi papà siamo un valore aggiunto per la crescita dei nostri bambini. Lo conferma anche il team di psicologi che ci segue: quando manca uno dei due genitori, si verificano ripercussioni a cascata sul figlio, che si porta dietro queste mancanze per tutta la vita. Le conflittualità della coppia non devono essere cavalcate, ma ammorbidite. È vero che ci si lascia da marito e moglie, ma si rimane sempre genitori». Erro cita i dati Istat sugli affidi dei minori che portano, tra l’80 e il 90 per cento dei casi, al cosiddetto collocamento del figlio a casa della madre. «La figura paterna», aggiunge, «nella stragrande maggioranza dei casi è messa da parte. La mamma può decidere quasi tutto, perché si trova in una posizione di forza. E, specie con la pandemia e se i rapporti sono già conflittuali, le tensioni aumentano: il papà difficilmente può andare a casa della madre per vedere il figlio o seguire la giornata di studio, specie se c’è un nuovo compagno. Ci sono poi le difficoltà lavorative vissute da quei papà senza stipendio fisso e senza garanzie che si sono trovati a non riuscire più a rispettare gli obblighi di mantenimento imposti dalle sentenze. Infine un pensiero va ai papà che vivono nelle case famiglia e che non possono portare con sé i figli perché quelle non sono considerate strutture idonee per le visite». In questi mesi l’associazione “Sono papà” sta offrendo gratuitamente consulenze psicologiche, grazie agli esperti Pea (Psicologia emergenza Abruzzo), e patrocini e supporti legali, attraverso lo studio legale di Monica D’Amico del Foro di Chieti. Ma talvolta è intervenuta anche per pagare le bollette di quei genitori in difficoltà a causa del Covid.
«La giurisprudenza oggi è chiara», chiarisce l'avvocato D'Amico, «anche in tempo di pandemia, indipendentemente dalle zone rosse e dal lockdown, il diritto dei papà di incontrare e trascorrere del tempo con i figli prevale sul diritto alla salute, accampato tante volte come pretesto dalle madri. I bambini non possono essere usati a scopo di ritorsione. È previsto anche da pronunce più prudenti che impongono quantomeno, in casi di distanze particolari, di garantire le videochiamate».
Per Pasqua l'associazione “Sono papà” ha lanciato un’iniziativa benefica volta a raccogliere fondi con la vendita delle uova di Pasqua prodotte da una cioccolateria di Popoli. L'obiettivo è realizzare un punto di ascolto in Abruzzo e un altro nel Nord Italia. Chi intende acquistare le uova, al costo di 10 euro, con parte del ricavato destinato a “Sono papà”, può rivolgersi all’associazione.
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