Parla il nonno: «Ecco il punto dove mio nipote è stato azzannato»

20 Ottobre 2016

Indica il posto dove si è consumata la tragedia e non riesce a darsi pace. Aleardo Vadini, suocero del papà di Ferdinando e nonno acquisito del piccolo, è un autista dello scuolabus del Comune di...

Indica il posto dove si è consumata la tragedia e non riesce a darsi pace. Aleardo Vadini, suocero del papà di Ferdinando e nonno acquisito del piccolo, è un autista dello scuolabus del Comune di Cepagatti in pensione. Lo dice mentre pensa a Ferdinando, a quello che è successo e a come si poteva evitare. «Stavamo tutti impegnati a caricare il camion, il bambino stava con la nonna in casa, lei è scesa per darci una mano e lui si è allontanato. Ma stava qui, ecco, è arrivato qui, dove sta l’albero, a pochi metri da dove stavamo noi. È andato dai cani, ci giocava sempre, ma nessuno si è accorto di nulla, perché è stato un attimo. Poi quando mio genero ha detto a mia figlia di andare a slegare il cane per fargli fare un giro prima di portarlo alla casa nuova, mia figlia ha trovato il bambino steso a terra, sanguinante. Se l’è abbracciato era ancora vivo, ha chiamato il marito, e poi tutto il resto».

Sospira, guarda nel vuoto e non ci crede ancora alla tragica notizia arrivata dall’ospedale di Chieti. «Ferdinando? Era un bijoux, abitava con noi da luglio, da quando mia figlia si è sposata con il padre. Mi chiamava sempre nonno, nonno, nonno. Un bambino che se lo conoscevi lo capivi... Ma adesso a casa non ci voglio stare, che cosa dobbiamo fare? Niente si può fare. Perché pensavo che si salvava, ma gli ha morso la testa, ecco perché. E io glielo dicevo a mio genero, liv’ su’ can, liv’ su can’...».

(Gabriella Di Lorito)