Parla la regina: gli infami non vanno più in giro

Maria Spinelli intercettata con un cliente poi beccato in strada con la droga «Hai fatto il mio nome? Ho 7 figli: devi dire che non ti ho dato niente, fai il matto»
PESCARA. «Ah Giu’, gli infami di m. non vanno in giro più, eh». Maria Spinelli, arrestata all’alba di ieri e considerata la regina dello spaccio di cocaina nella casa di via Aterno, a Rancitelli, parla al telefono con un cliente che era stato fermato dalle forze dell’ordine e aveva confessato che era stata proprio lei a vendergli la droga. «Ma che hai fatto l'altro giorno? Senza venire qua, hai fatto il nome mio?».
Spinelli parla con l’autorità di chi ha alle spalle 17 condanne: «Ah Giu’, mo che ti chiamano per fare il confronto tu dici: “Questo non è, mi sono sbagliato, non è lei”». Spinelli ha paura di tornare in carcere e non vuole lasciare i figli che, dice al telefono, hanno bisogno di lei: «Che devo fare mo, devo lasciare sette figli? Tengo una figlia piccolina. Tu devi dire, mo che ti chiamano, ti danno il verbale, le cose: “Voi lo pensate, ma a me io dico di no... voi lo state a dire, io no perché per me non è, non me l’ha data”». E il cliente risponde: «Ho capito, gli dico: sì stavo bevuto».
Nell'intercettazione, captata dai carabinieri del Nucleo investigativo guidati dal tenente Giuseppe Sicuro, Spinelli è chiara: «Mo, piano piano, non è che ti dice, quello ti dice, mi ha chiamato e minacciato. Tu devi dire: “A me non mi ha minacciato nessuno... però non è giusto che io devo rovinare una che non è vero”». E il cliente risponde: «Ma guarda che a me mi dispiace anche per voi... mi dispiace».
Secondo carabinieri e procura, «da questa conversazione è possibile comprendere il ruolo predominante di Maria Spinelli nell’attività illecita svolta all’interno del suo appartamento» e la sua «capacità criminale» perché, dopo aver saputo della soffiata ai carabinieri, «rimproverava il cliente esortandolo a ritrattare». I dialoghi assegnano a Maria Spinelli un ruolo di primo piano: sotto di lei, tutti gli altri, le tre arrestate Miriana e Tiziana Spinelli, in carcere, e Laura Bevilacqua ai domiciliari.
Maria Spinelli consiglia come comportarsi davanti alle forze dell’ordine per rimettere le cose in ordine: negare sempre. «Tu leggi e non firmare niente... quando leggi, ma che mi avete messo a qua? A me la signora non mi ha dato niente. Almeno mi salva pure a me, a te non ti fanno niente, uso personale che ti fanno a te». Spinelli invita il cliente a fare un po’ l’attore in caserma: «Tu devi fare il mezzo matto... ma che state a dire, ma chi è?». Il cliente si giustifica: «Ho capito però non essere arrabbiata con me Mari’, in tutti i casi, perché io non volevo, capito? Mi devi credere». E Spinelli: «Metti un altro nome, metti Giovanni, Francesco, per forza il mio devi mettere? Ci stanno tanti nomi. Pure voi quando venite dentro le case, anche voi avete delle responsabilità». E poi l’invito: «Non dire che ti ho chiamato perché è peggio per me e per te». «Non scherzare, dai».
In quella casa di via Aterno, girano oltre trecento clienti al giorno con un volume d’affari da 20mila euro a settimana: tutti conoscono i dettagli di quell’abitazione. Anche il cliente beccato: «Ci hanno fermato come siamo usciti, ci hanno seguiti». Poi racconta il controllo dei carabinieri: «Mi hanno detto: “Sei sceso dal primo piano alle scale, a fianco al negozio”. Io sono infame?». E poi aggiunge: «Mi hanno visto a uscire dalla scala, trovatevici voi». (p.l.)

