Pasqua nella zona rossa, i sindaci: no ai pranzi di famiglia, non si può

10 Aprile 2020

Momento delicato per l’area vestina: i contagi sembrano in calo, ma non va abbassata la guardia Controlli intensificati nei centri abitati e nelle zone turistiche: si rischiano multe fino a tremila euro

PENNE. Cinque nuovi positivi al coronavirus nella zona rossa vestina. Ieri sono stati ufficializzati 3 nuovi positivi a Penne e 2 a Civitella Casanova. Un motivo in più per non abbassare la guardia durante questo fine settimana di Pasqua.
Sono ora 112 (98 sono i residenti a Penne) i pazienti positivi al coronavirus accertati sul territorio comunale di Penne dall’inizio dell’emergenza sanitaria. E l’invito, da parte dei sindaci, resta sempre lo stesso: evitare assembramenti e ritrovi. Soprattutto in questi giorni di feste e soprattutto adesso che i contagi da Covid-19 vadano attestandosi su percentuali più basse rispetto al mese di marzo.
L’APPELLO. «Dobbiamo mantenere duro e capire che l’emergenza non è finita», dice il sindaco di Civitella Marco D’Andrea. A Civitella sono 26 i positivi al Covid-19 dall’inizio dell’emergenza, compresi due decessi. «Anche in questi giorni di festa sarà fondamentale rispettare i divieti e restare a casa per il bene di tutti».
«Ci affidiamo al buon senso dei cittadini», spiega il sindaco Farindola, Ilario Lacchetta. «In questi giorni tutti stanno dimostrando grande senso civico e di responsabilità. La grande tradizione cristiana della nostra gente», sottolinea ancora il primo cittadino di Farindola, «rende ancora più difficile questo sacrificio, ma sono certo che tra qualche settimana riusciremo a ripristinare quel grande senso di comunità che da sempre ci contraddistingue». Anche il sindaco di Picciano, Enzo Catani, invita i suoi cittadini a rimanere a casa. «Nonostante nel periodo pasquale le nostre famiglie siano abituate a riunirsi, chiedo umilmente a tutti di rimanere nelle proprie abitazioni. Ci sarà tempo per festeggiare tutti insieme una volta finita questa complicata emergenza sanitaria», va avanti Catani.
«Sarà una Pasqua diversa dalle altre, dove saremo costretti a restare lontani dai nostri cari, dalle nostre amicizie e dai nostri affetti. Solo così ci mostreremo responsabili e rispettosi del giusto senso civico», ammonisce il sindaco di Montebello di Bertona, Gianfranco Macrini. Anche a Collecorvino, pur se fuori dalla zona rossa vestina, ci saranno controlli a tappeto per evitare ritrovi e assembramenti, soprattutto in occasione della Pasquetta. A Penne, il vicesindaco Vincenzo Ferrante ha voluto porre l’attenzione sull’importanza di evitare cali di tensione nel rispetto dei divieti imposti per l’emergenza coronavirus. «I contagi sembrano incanalarsi verso un ribasso, ma non per questo possiamo abbassare la guardia. Nonostante la tradizione ci spinga ad essere uniti e a stare in famiglia in questo sacro momento, invito tutti a rimanere nelle rispettive abitazioni per queste ricorrenze, sia a Pasqua che a Pasquetta».
I CONTROLLI. A scoraggiare eventuali “disobbedienti”, sono stati intensificati i posti di controllo dei carabinieri della compagnia di Penne non solo nei centri cittadini, ma soprattutto nelle zone turistiche del territorio, come rimarca il comandante della compagnia di Penne, il capitano Giovanni De Rosa.
Anche la polizia locale di Penne, che in questi giorni di emergenza sanitaria ha effettuato oltre 1500 verifiche tra automobilisti e pedoni, accentuerà i controlli sul territorio. «Saranno intensificati i controlli presso gli esercizi commerciali», sottolinea il capitano della polizia locale Natalino Matricciani. «Nei giorni di festa saranno invece presidiati i maggiori punti di aggregazione e di ritrovo. L’auspicio», conclude Matricciani, «è che tutti rispettino i divieti in vigore per dare un’altra spallata a questo virus».
LE MULTE. Ogni spostamento delle persone all’interno del territorio comunale, immotivato da comprovate esigenze lavorative o di salute, potrà comportare una sanzione amministrativa da 400 a 3.000 euro, che potrà essere aumentata fino a un terzo (ovvero fino a 4.000 euro) in caso di recidiva.
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