Peca (Spazio Br1): le prostitute contano più dei negozianti

6 Gennaio 2015

MONTESILVANO. «Chiedo all’amministrazione comunale pari trattamento delle prostitute». È la singolare richiesta rivolta al sindaco Maragno e alla sua giunta dal vulcanico commerciante Bruno Peca...

MONTESILVANO. «Chiedo all’amministrazione comunale pari trattamento delle prostitute». È la singolare richiesta rivolta al sindaco Maragno e alla sua giunta dal vulcanico commerciante Bruno Peca che, in occasione dell’avvio dei saldi invernali, ha affidato alle vetrine del suo negozio una dura polemica contro gli amministratori della città adriatica.

«Cari politici», si legge sulle vetrine del Peca Village in corso Umberto, «quest’anno riceverete quintali di carbone, ma ho una buona notizia per voi: la lotta alla prostituzione è stata un successo. Avete mandato a puttane solo il commercio». A fare da sfondo al messaggio rivolto all’amministrazione anche una ricca rassegna stampa in cui vengono riportati numerosi articoli in cui si affronta il tema della prostituzione. «Voglio essere trattato come le prostitute, che sono sul giornale tutti i giorni ma che non spariscono mai dalla città», commenta Peca non nuovo a simili provocazioni. «Evidentemente, nessuno vuole risolvere il problema, perché sono 5 anni che non si fa altro che parlare di prostitute e non si risolve mai nulla. E poi le “lucciole” sono anche nelle città vicine ma se ne parla solo qui perché evidentemente le amministrazioni non hanno altri argomenti. Non capisco perché i commercianti», prosegue, «che sono molto importanti per Montesilvano e che attualmente sono in fase terminale, nessuno scrive un rigo. Primo fra tutti l’assessore al Commercio che hanno nominato di recente, con la quale non ce l’ho personalmente e non sono riuscito a incontrare anche perché non ha neppure una stanza in municipio. Non capisco, poi, come fanno a non accorgersi che in piazza Diaz, dove transitano ogni giorno per andare in municipio, sono chiuse otto attività su 10». Peca, titolare anche dello spazio culturale Br1, accende infine i riflettori sul Colle «dove hanno fatto mettere porte di alluminio, insegne di plastica, impianti di areazione scandalosi. E questa sarebbe la riqualificazione del borgo, dove manca persino l’illuminazione e la chiesa della Madonna della Neve è puntellata da anni, forse perché anche lei vorrebbe scappare dalla città?». (a.l.)

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