Penne, famiglie dei disabili lasciate senza aiuti e sostegno

10 Luglio 2014

PENNE. Stop all’assistenza domiciliare e al sostegno economico per il servizio di trasporto nel centro riabilitativo della Paolo VI. È questa la triste vicenda della famiglia Stella che, in pochi...

PENNE. Stop all’assistenza domiciliare e al sostegno economico per il servizio di trasporto nel centro riabilitativo della Paolo VI. È questa la triste vicenda della famiglia Stella che, in pochi mesi, si è vista letteralmente abbandonata e lasciata sola nella difficoltà di dover prendersi cura del proprio figlio quindicenne, Luca, invalido.

Da circa sei mesi, il giovane non può contare sull’assistenza domiciliare due volte a settimana, prima pagata dal Comune di Penne, e da luglio nemmeno sul trasporto al vicino centro riabilitativo della Paolo VI, che frequenta in regime di seminternato e che viene veicolato ogni giorno.

«Non voglio ridurre tutto a una questione personale. Ci sono tante famiglie che vivono situazioni come la mia. È indubbio però che ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni. La comunicazione che avremmo dovuto provvedere da noi a pagare il trasporto, addirittura, ci è stata data in maniera informale dalla ragazza del pulmino», racconta Costantino Stella, che ha in questi difficili momenti ha ricevuto il sostegno del medico che tiene in cura il figlio, la neuropsichiatra Elisabetta Berenci.

«Per quanto riguarda il trasporto» prosegue Stella «il Comune di Penne ha stabilito una soglia di reddito Isee davvero bassa per poter avere il contributo. Andati in municipio per parlare con l’assessore Margherita D’Agostino e con la responsabile del settore Politiche sociali, mia moglie è stata trattata come se volessimo perpetrare un furto ai danni dell’ente», commenta Stella. Della vicenda di Luca è stata informata anche l’assessore regionale Marinella Sclocco, la quale ha fatto sapere che presto potrebbero sbloccarsi fondi importanti da destinare ai servizi sociali.

Francesco Bellante

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