Pensione minima Inps e assegni sociali: ecco gli importi 2023/2024

Quali sono le modalità per ottenere le due prestazioni economiche Destinatari sono gli anziani in particolare situazione di bisogno
La pensione minima Inps e l'assegno sociale sono due misure di sostegno finanziario per gli anziani in situazione di bisogno. Prestazioni che comportano differenze per modalità di accesso, requisiti e importi erogati. Entrambe, comunque, sono soggette a rivalutazione con il meccanismo della perequazione automatica. Spieghiamo qual è la differenza tra le due misure e gli importi previsti per il 2023.
PENSIONE MINIMA
È l’integrazione economica che viene corrisposta a chi percepisce una pensione di importo inferiore alla soglia di sopravvivenza. Inizialmente, per quest'anno, è stato previsto un aumento del 7,3% per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo e un aumento straordinario del 1,5% in aggiunta al 7,3% per le pensioni pari o inferiori al trattamento minimo. Per i pensionati di età pari o superiore a 75 anni, l’aumento è pari al 14,7%. L’importo del trattamento minimo di pensione, nel 2023, fino a novembre 2023 è pari a 572 euro al mese per tredici mensilità, mentre per gli over 75 è di 599,82 euro mensili. Da dicembre 2023 scatta il conguaglio dovuto al recupero della mancata indicizzazione del 2023 rispetto al 2022. Si tratta di aggiungere +0,8%. Quindi, la pensione minima lorda 2023 definitiva pagata a dicembre, e da prendere a riferimento per la nuova rivalutazione, è pari a 567,94 euro. Nel 2024, se le anticipazioni saranno confermate e l’indice di perequazione provvisoria da applicare sarà del 5,4%, arriverà a 598,60 euro.
INTEGRAZIONE ALL'ASSEGNO
Per calcolare la pensione minima si deve fare la differenza tra l’importo della pensione e il trattamento minimo mensile. Se la pensione è inferiore al trattamento minimo mensile, l’Inps provvede a integrare la differenza fino a raggiungere tale importo. L’integrazione al minimo può essere piena o parziale, a seconda del reddito del pensionato. Per avere diritto alla pensione minima, sono previsti diversi limiti di reddito, che dipendono dallo stato civile del pensionato e dalla decorrenza della pensione. Il limite di reddito annuale per l’intero trattamento minimo arriva a 7.329 euro se individuale, fino a 21.986 euro se coniugale. I limiti di reddito annuali per l’integrazione al minimo sono: individuale da 7.329 a 14.657 euro e coniugale da 21.986 a 29.314 euro. L’importo annuo spettante sarà pari alla differenza tra il limite di reddito massimo e i redditi posseduti.
ASSEGNO SOCIALE
L’assegno sociale viene erogato dall’Inps a coloro che non hanno una posizione contributiva autonoma, come i caregiver familiari e le casalinghe. Si tratta di una prestazione economica a domanda, pagata a coloro che vivono in condizioni economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie di sopravvivenza. L’assegno sociale, fino a novembre 2023, era di 503,27 euro, nel cedolino di dicembre 2023 salirà a 507,02 euro, in quanto si applica l’indicizzazione definitiva dell’8,1%. Da gennaio 2024, secondo le stime dovrebbe scattare un +5,4%, così da portare l'assegno a 534,40 euro. L’importo dell’assegno sociale è erogato per 13 mensilità, in misura piena quando il reddito personale del richiedente è uguale a zero e in misura ridotta se il reddito è compreso entro i limiti previsti.
Nel calcolo del reddito si escludono alcune voci, come il reddito della casa di abitazione, il Tfr e le anticipazioni dello stesso e diverse indennità. L’assegno sociale è esente da trattenute fiscali ai fini dell'Irpef. Spetta ai cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo, che hanno residenza in Italia da almeno dieci anni e che hanno compiuto 67 anni. Per richiedere l’assegno sociale nel 2023, è necessario anche risiedere effettivamente e abitualmente in Italia da almeno 10 anni e avere un reddito annuo inferiore a 6.542,51 euro, se non coniugati ,o a 13.085,02 euro annui se coniugati.

