Per i due nuovi super ospedali si dovrà attendere fino al 2027

28 Ottobre 2023

Ecco il cronoprogramma per la scelta dei Dea di 2° livello: Pescara e L’Aquila favorite

PESCARA. Tre anni, a partire dal mese di gennaio del 2024, per scegliere i due super ospedali d’Abruzzo. La decisione non è dietro l’angolo ma arriverà a metà mandato del prossimo governatore della Regione, qualunque sia il vincitore delle elezioni del 10 marzo prossimo.
Il cronoprogramma per l’individuazione dei cosiddetti Dea di 2° livelli è riportato nella pagina numero 17 del Piano di riordino della rete dei 16 ospedali pubblici della regione. Sono quattro i presìdi che ambiscono a salire sul podio che però ha solo due posti.
La sfida, come è noto, è tra il San Salvatore dell’Aquila, lo Spirito Santo di Pescara, il policlinico di Chieti e il Mazzini di Teramo. Per ora, visti i tempi lunghi che fissano la scelta al 2027, il governatore uscente e ricandidato, Marco Marsilio, non corre alcun rischio di innescare una rivolta dei campanili da parte di due dei quattro capoluoghi in corsa per ottenere il super ospedale. Ma il contenuto di quella pagina 17 lascia presagire l’epilogo della scelta. Andiamo con ordine.
IL DOCUMENTO
«Il dm 70/2015 stabilisce che la struttura Dea di 2° livello serve un bacino di utenza compreso tra 600.000 e 1.200.000 abitanti, esegue interventi previsti nell’ospedale sede di Dea di I livello ed è sede di discipline di riferimento per le reti delle patologie complesse». Così si legge all’inizio di pagina 17. «Nella regione Abruzzo», prosegue il piano di riordino della rete ospedaliera, «attualmente, le discipline più complesse che caratterizzano il Dea di 2° livello non sono allocate, nella loro totalità, in un unico presidio ospedaliero. Pertanto, la Regione intende programmare una serie di azioni volte all’individuazione di strutture che rispettino i requisiti previsti dal dm 70 per i Dea di 2° livello».
IL CRONOPROGRAMMA.
Il primo step è «lo studio di fattibilità per la riallocazione delle discipline di alta specializzazione» da completare entro 6 mesi dall'approvazione in Consiglio regionale del Piano, ora al vaglio della Commissione Sanità, che dovrebbe avvenire entro la fine di novembre.
La seconda tappa del cronoprogramma è «l’adeguamento del layout alle esigenze organizzative», che consiste, per esempio, nel monitoraggio e la valutazione dei progetti di edilizia sanitaria e nel reclutamento e la formazione del personale sanitario, da farsi entro 12 mesi dall’approvazione del documento.
Il terzo step ha la durata di 24 mesi ed è quello determinante perché prevede «l’individuazione definitiva dei Dea di 2° livello e l’avvio del processo di riallocazione delle discipline di alta specializzazione». Un processo che dovrà avvenire nell’arco di 36 mesi dall’approvazione in Consiglio. Così arriviamo al 2027. Ma per ora tutto rimane fermo.
COME FINIRÀ.
«Nelle more dell’attuazione delle azioni sopra riportate», si legge nell’ultima pagina di pagina 17, «la Regione intende conservare come Hub per ognuna delle Reti tempo-dipendenti quei presidi ospedalieri che li ospitano». Il che sta a significare due cose.
La prima: due dei quattro ospedali in corsa dovranno infine rinunciare ai propri centri di riferimento (Hub) che garantiscono maggiore intensità assistenziale e nei quali viene concentrata la patologia e i casi più complessi. La seconda: Chieti e Teramo partono già con un handicap avendo meno reti tempo-dipendenti rispetto all’Aquila e Pescara.
Il policlinico teatino e il Mazzini teramano hanno entrambi solo la “Rete emergenze cardiologiche”, mentre il San Salvatore e lo Spirito Santo ne posseggono il doppio, ovvero le Reti “Stroke-ictus ischemico” e “Politrauma/trauma maggiore”. È un azzardo chiedersi, già da ora, dove sarà più facile operare il trasloco?
©RIPRODUZIONE RISERVATA