Perseguita nuora e consuoceri: la preside sceglie di patteggiare

8 Marzo 2024

La dirigente di un istituto cittadino filmata mentre imbuca le lettere minatorie: farete una brutta fine Ma ieri il giudice ha respinto la richiesta delle parti offese di aggiungere i reati di peculato e molestie

PESCARA. Sceglie la strada del patteggiamento la preside di un istituto scolastico di Pescara, finita davanti al gup con le accuse di atti persecutori, minacce e danneggiamento seguito da incendio, a carico dei suoi consuoceri e della nuora che ieri si sono costituiti parte civile nel procedimento avviato davanti al gup Mariacarla Sacco.
Bisognerà però attendere il parere del pm, Andrea Di Giovanni, che deve ancora valutare l’istanza di patteggiamento della pena presentata qualche giorno fa dall’avvocato Mirko D’Alicandri che assiste la dirigente, giunta ormai alla soglia del pensionamento.
Il legale delle parti offese (fra cui non figura il figlio dell’imputata, pur se sottoscrittore della prima denuncia contro ignoti), l’avvocatessa Paola Di Cioccio, in apertura di udienza, dopo aver depositato la costituzione di parte civile, accolta dal giudice, ha chiesto una integrazione del capo di imputazione con l’aggiunta dei reati di peculato d’uso e molestie, rigettata dal gup.
All’esame del giudice gli episodi riportati in denuncia che avrebbero accertato, attraverso una telecamera nascosta all’interno della cassetta della posta delle parti offese, che a spedire quelle lettere minatorie sia stata proprio la preside che non vedeva di buon occhio il fatto che i nipoti stessero troppo tempo con i nonni materni invece che con lei.
E proprio su quelle minacce si era basata la richiesta di integrazione del capo di imputazione. Questo perché il consulente della procura aveva accertato che le lettere di minacce sarebbero state scritte con il computer in uso alla preside nella scuola e sottoposto a sequestro e ad accertamenti tecnici. Al di là delle lettere minatorie, dei tentativi di appiccare il fuoco allo zerbino dell'abitazione dei consuoceri, appiccare il fuoco al secchio dell'immondizia dell'abitazione del figlio, il grosso rammarico della famiglia vittima di questi episodi è che i superiori gerarchici della preside, pur a conoscenza delle denunce e di quegli episodi, non abbiano mai preso posizione contro la dirigente, nonostante quelle minacce fossero state scritte con il computer della scuola. Sui biglietti minatori erano riportate frasi piuttosto pesanti: “Farete una brutta fine”, “non avete capito, non vi salverete”, “evitate di essere complici, anche in modo indiretto di...» aggiungendo il nome dei consuoceri , “salteranno in aria. Forse non è chiaro. Ve ne accorgerete. Se non volete essere coinvolti nel salto, state alla larga”: questo il contenuto degli scritti anonimi recapitati al figlio e alla nuora della preside. Una vicenda delicata, che ha creato molto disagio alle parti offese.
Adesso tutto dovrebbe decidersi giovedì prossimo quando la richiesta di patteggiamento avrà trovato l'accordo del pm e la congruità della pena concordata riceverà l'avallo del giudice.
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