Pescara, l’Arta cancella i dati sull’inquinamento: "Ora l’aria è pulita"

3 Novembre 2016

Sono spariti i valori delle micropolveri superiori ai limiti pubblicati sul sito.L’Agenzia: problema causato da un malfunzionamento. Insorgono gli ambientalisti

PESCARA. L’inquinamento non c’è più. Nel giro di 24 ore sul sito Internet dell’Arta è avvenuto un miracolo: i valori oltre i limiti delle micropolveri, registrati il 26 ottobre dalle centraline della città e pubblicati sul portale dell’Agenzia regionale per l’ambiente, sono improvvisamente spariti. Ieri (mercoledì 2 novembre), al posto delle preoccupanti cifre, che indicavano i superamenti dei limiti di sicurezza per la popolazione, sono apparse le iniziali «n.d.», ossia non dichiarati.

Tutto ciò è avvenuto all’indomani della pubblicazione di quegli stessi dati, indicati sul sito Arta, sulle pagine del Centro. Al punto che qualche maligno ha pensato a un’operazione non casuale. Niente di tutto questo, ha poi precisato l’Arta, il problema è stato causato dal malfunzionamento del sito.

Fatto sta che i cittadini che ieri si sono collegati via Internet al portale dell’Arta si sono tranquillizzati, perché l’inquinamento da micropolveri era improvvisamente sparito. E, oltre ai dati del 26 ottobre, giorno nero per la qualità dell’aria a Pescara, sono spariti anche i valori dei famigerati Pm10 e Pm2,5, ossia le polveri sottili al di sotto di 10 e 2,5 micron, dei giorni precedenti e successivi. Così, nessun utente ha potuto verificare le effettive condizioni dell’inquinamento atmosferico in città. E il giudizio «pessimo» sulla qualità dell’aria indicato sul sito dagli stessi tecnici dell’Agenzia per l’ambiente, ad esempio per via Sacco, si è trasformato in «buono». Di conseguenza, sono scesi da 14 a 13 i giorni, dall’inizio dell’anno, in cui sono stati superati i limiti delle polveri sottili.

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La vicenda, però, non è passata inosservata. Il Forum dell’acqua l’ha definita sconcertante. «L’Arta deve chiarire immediatamente», ha detto l’esponente del movimento Augusto De Sanctis, «il Pm10 è fondamentale per capire l’impatto sulla salute umana della qualità dell’aria. Ad ogni aumento del dati di polveri sottili corrisponde un aumento della mortalità per malattie cardiovascolari e dell’apparato respiratorio, come certificato dall’Organizzazione mondiale della sanità».

Tra l’altro, non è la prima volta che l’Arta si trova al centro di polemiche per alcuni dati pubblicati errati. La scorsa primavera erano state riportate sul sito le analisi dei depuratori. I valori altissimi di colibatteri, indicati in un primo momento, sono stati poi corretti al ribasso il giorno dopo la pubblicazione sui giornali, con tante scuse dell’Agenzia.(a.ben.)

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