Pescara, operaio ucciso a coltellate L’ex moglie: in casa nessun brutto giro

Mayla: i miei figli adoravano Nicola e frequentavano l’appartamento, se avessi avuto dei sospetti non l’avrei mai permesso
PESCARA. «E voi pensate che io avrei mai mandato i miei figli da Nicola se avessi mai saputo che c’erano giri strani a casa sua?». Di brutta gente, di amici sbagliati, di storie strane non ne vuole neppure sentire parlare Mayla, l’ex moglie di Nicola Bucco. Lei dubbi sulla gente che frequentava la casa del marito non ne ha. Lo ha detto alla polizia e lo ripete anche il giorno dopo l’omicidio dell’ex marito.
Non garantisce solo come donna, Mayla, lo fa anche come madre di Francesco, 20 anni, avuto con Nicola, e di un altro figlio più piccolo, avuto da un’altra relazione, che casa di Bucco la frequentava sempre, insieme al fratello maggiore. «Mio figlio più piccolo impazziva per Nicola», racconta Mayla, «io e lui ci eravamo separati da tanto tempo, ma avevamo ancora un rapporto fortissimo. Pensi che per più di un anno, prima di andare a stare in via Leopardi, Nicola ha abitato in un appartamento mio. E anche ora che si era trasferito, gli portavo sempre i miei figli».
»I ragazzi mangiavano con lui, passavano il tempo con lui», racconta Mayla con il volto coperto da un grosso paio di occhiali, a nascondere gli occhi gonfi di pianto.
«Anche ieri Francesco aveva chiamato il padre. Si erano messi d’accordo per vedersi nel pomeriggio, come succedeva spesso. Non glielo avrei mai permesso se avessi anche solo sospettato che in quella casa poteva entrare brutta gente, che potevano esserci giri strani».
Il passato dell’ex marito Mayla lo conosce bene, ovviamente. Ma per lei i piccoli precedenti per droga e ricettazione che pure Nicola aveva non possono spiegare quello che è successo mercoledì in via Leopardi. «Nicola faceva una vita semplicissima. Le cazzate le ha fatte, sì, ma non da ammazzarlo così, come un cane», racconta Mayla davanti al bar di Vittorio Massacesi, l’amico proprietario di un bar al mercato ittico con cui Nicola divideva le spese di casa e che è stato l’ultimo a vederlo vivo e il primo a trovarlo morto nell’appartamento di via Leopardi.
«Lui è la persona che voleva più bene di tutti a Nicola», dice Mayla indicando Massacesi, «provava per lui un affetto incondizionato. Veniva qualcuno a casa vostra, Vittorio? Diglielo anche tu che Nicola più che stare al bar non faceva», dice la donna all’amico dell’ex marito. «Io chi ha ammazzato il padre di mio figlio non lo so. Posso solo dire che Nicola stava solo qua, al bar di Vittorio, e a casa. E più di cucinare gli spaghetti non faceva».©RIPRODUZIONE RISERVATA

