Pescara, salvò un automobilista dalle fiamme, medaglia al poliziotto eroe

Riconoscimento della Fondazione Carnegie per gli atti di eroismo al sovrintendente della Questura di Pescara Bruno Carugno, che nel 2005 rischiò la vita in una galleria dell'A14
PESCARA. L'eroe è colui che compie uno straordinario e generoso atto di coraggio, con la consapevolezza che quell'atto possa comportare un estremo sacrificio. Rischiare la propria vita pur di salvare quella altrui. Per la Fondazione Carnegie il sovrintendente di polizia Bruno Carugno, in servizio alla Polizia di Stato dal 21 novembre 1990, attualmente in servizio al Reparto Prevenzione Crimine della Questura di Pescara guidato dal dirigente Paolo Robustelli, è un eroe. La sua storia Carugno l'ha raccontata questa mattina in questura, durante un incontro al quale era presente anche il dirigente del Reparto di appartenenza Robustelli, che gli ha consegnato la pergamena e la medaglia di bronzo che la Fondazione Carnegie dal 1911 riserva agli atti eroici. "Non dimenticherò mai il 19 luglio 2005, quando a seguito di un incidente stradale avvenuto all'interno della galleria Pianacci dell'A14 una Fiat Punto tamponò un autotreno, prendendo fuoco. Dentro quell'auto c'era un ragazzo, Marco Paradisi, che ancora oggi mi ringrazia per averlo tirato fuori dall'auto in fiamme". Il sovrintendente Carugno all'epoca era un semplice agente in servizio alla questura di Pescara. "Tutti gli automobilisti che uscivano dalla galleria piena di fumo nero continuavano a dire che nell'auto non c'era nessuno, ma all'esterno non c'era nessuno che dichiarava di essere il proprietario dell'auto in fiamme. A questo punto ho indossato la maschera a filtri attivi e, grazie al mio collega che con due estintori mi ha fatto strada, ho raggiunto l'auto in fiamme. Con la testa sul volante, privo di sensi e già raggiunto dalle fiamme, c'era un giovane. Mentre il collega allontanava le fiamme con l'estintore, io ho avvolto in una coperta bagnata il corpo del ragazzo e l'ho portato fuori, consegnandolo agli operatori del 118. Trenta secondi dopo la sua Fiat Punto a benzina è esplosa".
Carugno fu fortunato: a parte la mano destra rimasta bruciata mentre apriva la portiera e una leggera intossicazione, di quella notte gli è rimasto come ricordo solo una cicatrice, e le immagini di quel ragazzo avvolto tra le fiamme. Il conducente dell'auto invece riportò ustioni sull'80% del corpo, ma oggi è vivo e ha una famiglia. In una lettera consegnata al sovrintendente eroe, Paradisi - l'automobilista salvato - scrive "Non ci sono parole per ringraziarla". E dove non ci sono le parole arriva la Fondazione Carnegie, che dal 1911 premia gli eroi come Bruno Carugno. Il sovrintendente ha dedicato l'importante onorificenza al padre Emidio.

