Pescarese derubata dei risparmi da un falso addetto alle Poste

21 Ottobre 2020

Una 36enne denuncia una truffa alla polizia: ha ricevuto una telefonata dal numero verde dell’Ente ed è stata convinta a digitare la password sulla App del telefonino. «Ora voglio essere rimborsata»

PESCARA. E' successo tutto in pochi minuti. Un finto addetto di Poste italiane ha svuotato il conto corrente di una giovane pescarese, rubandole i risparmi messi da parte per anni. Una truffa on line ben congegnata che le ha lasciato addosso alla vittima una amarezza infinita, al punto che la 36enne si è rivolta alla polizia per sporgere denuncia, dopo aver segnalato tutto alle Poste (purtroppo senza grandi risultati). P.L., queste le iniziali del nome, racconta come sono andate le cose, sperando che non accada ad altri visto che «la App delle Poste, a quando pare, non è troppo sicura dal punto di vista elettronico».
Il 12 ottobre, la 36enne ha ricevuto una telefonata dal numero verde delle Poste - dopo un sms a cui non ha dato retta - e l'operatore ha detto di dover eseguire un «aggiornamento finalizzato a evitare le clonazioni della mia carta». Il sospetto che fosse una truffa è stato immediato, ma la giovane «ha controllato in tempo reale, su Google, che quello che lo aveva contattato fosse veramente il numero verde delle Poste, ed è risultato corretto. Questa persona, un giovane con l'accento del Nord, mi ha invitato a inserire il nome utente e la password sulla App che ho sul telefonino. Avendo attivato il riconoscimento dell'impronta per entrare nella App, ho provato a seguire la procedura di sempre, poggiando il dito sul cellulare, ma il telefonino non me lo ha consentito, per cui ho dovuto inserire nome utente e password. Dopo questo passaggio, mi è stato chiesto di digitare dei codici, che mi venivano dettati per telefono». I sospetti iniziali sono riemersi ma l'interlocutore ha spiegato, con fare tranquillizzante, che non c'era nulla da temere perché «il sito su cui stava procedendo era protetto, e d'altronde compariva un lucchetto che io stesso potevo vedere. Ma, dopo aver continuato a inserire codici, ho detto di nuovo, chiaramente, che la procedura mi puzzava. A quel punto, è caduta la linea. Io ho composto subito il numero da cui avevo ricevuto la chiamata, ma risultava inesistente». Pochi secondi e P.L. ha capito tutto. «Ho aperto il conto ed era vuoto». Da quel momento in poi ha cercato di vederci chiaro. Ha scoperto che con i suoi risparmi «non sono stati fatti acquisti, ma dalla lista movimenti si vedono 12 transazioni su carta, effettuate tutte lo stesso giorno, da Winco, per importi compresi tra 180 e 199 euro per un totale di oltre duemila euro. Eppure», fa notare la vittima della truffa, «sulla App avevo attivato il servizio che mi avvisa, tramite messaggio, di ogni movimento sul mio conto. Ma quel giorno non ho ricevuto alcun messaggio».
La speranza era ed è di ottenere un risarcimento tramite le Poste. «Ho segnalato l'accaduto in una mail inviata alle Poste con posta elettronica certificata. Dopo due giorni, mi hanno risposto che le transazioni da me indicate risultavano legittime, per cui hanno respinto la richiesta di rimborso. Mi chiedo quali approfondimenti abbiano fatto in soli due giorni», commenta indispettita la 36enne. Ora si augura di avere giustizia, e per cercare di riavere i suoi soldi si è rivolta a un avvocato, ma ha anche deciso di raccontare tutto al Centro perché «potrebbe accadere la stessa cosa ad altri», facendo sparire «i sacrifici di una vita. Io credo che anche il più scaltro potrebbe essere ingannato, come lo sono stata io. Ma soprattutto voglio segnalare che qualcuno è stato così abile da introdursi nella App delle Poste e da clonare il numero dell'assistenza clienti».