Pianella, la crisi non rientra: in bilico la posizione del sindaco

Marinelli non ha più i numeri in Consiglio: la maggioranza conta 6 elementi contro i 7 dell’opposizione dopo la sfiducia ai consiglieri Aramini e Berardinucci e il ritiro delle deleghe all’assessore Di Tonto
PIANELLA. Non rientra la crisi politica al Comune di Pianella. Tra bocciature e astensioni, il sindaco Sandro Marinelli non ha più i numeri in Consiglio e si trova con una maggioranza da sei contro sette dell'opposizione. I numeri a sfavore registrati ieri sono diretta conseguenza delle scelte del primo cittadino, con la sfiducia ai consiglieri Davide Berardinucci e Romeo Aramini, avvenuta più di un anno fa, e il recente ritiro delle deleghe all’assessore Massimo Di Tonto. Durante la seduta, la maggioranza è stata battuta con sette voti contro sei nella votazione della modifica al regolamento sull'utilizzo dei locali e delle aree di proprietà comunale. I quattro di minoranza e i tre ormai fuoriusciti dalla maggioranza si sono poi astenuti nell'approvazione del regolamento dell'imposta municipale propria dell'anno 2020. Altri due punti all'ordine del giorno sono stati ritirati, probabilmente per non incorrere in ulteriori débacle. Del provvedimento di revoca delle deleghe a Di Tonto il sindaco ha dato lettura proprio ieri in occasione del Consiglio, durante il quale l'ex membro della Giunta ha annunciato il suo ingresso nel gruppo Un Obiettivo in Comune, composto anche dagli altri fuoriusciti dalla maggioranza. Un gruppo consiliare, che tuttavia, sottolinea il sindaco, «non fa parte della minoranza, ma valuta di volta in volta le proposte, supportando quelle in linea con il programma di governo». Marinelli, insomma, non sembra preoccupato sul futuro della sua amministrazione. Piuttosto amareggiato. «La cittadinanza merita qualcosa in più di quello che ha visto in questa fase», dice «e anche noi ci aspettavamo un po' più di leale collaborazione. Tuttavia, prosegue la volontà di individuare nel Consiglio comunale le risorse per andare avanti. La compagine della Giunta ha bisogno di operare al completo per essere il più possibile performante e dare le risposte che servono. Siamo fiduciosi che questo percorso si concluda non troppo in là nel tempo. Ci aspettiamo uno scatto di reni da qualche consigliere che abbia più responsabilità di quella che abbiamo visto fino a ora». Il riferimento è con ogni probabilità a Anna Bruna Giansante, la capogruppo di Vivere Pianella, che ormai da circa un mese era in trattativa con la maggioranza, ma che alla fine ha declinato l'invito del sindaco a entrare in Giunta. «Mi è stato offerto il potere, la poltrona, per colmare il vuoto lasciato in seguito a tre sfiducie», evidenzia la consigliera risultata la più votata con 712 preferenze. «Non ho accettato per i miei elettori e per l'onestà e la determinazione che da sempre mi contraddistinguono».
Bisognerà ancora attendere, insomma, per vedere se Marinelli riuscirà a trovare un sostituto a Di Tonto, defenestrato per quelli che il sindaco definisce «singolari comportamenti. Un assessore che presenta mozioni è anomalo: le iniziative individuali di cui è stato protagonista non mi lasciavano più la possibilità di tenere unito il gruppo Giunta». E se due consiglieri della minoranza Gianni Filippone e Annaida Sergiacomo hanno invocato le dimissioni di Marinelli, più morbida appare la posizione degli sfiduciati. «Il sindaco dovrebbe prendere atto del fatto che non ha la maggioranza», spiegano Di Tonto, Aramini e Berardinucci. «Dovrebbe aprire una crisi ufficiale, che si svolga nei luoghi istituzionali e non al buio come avvenuto fino a ora. I primi a essere chiamati attorno al tavolo dovrebbero essere i consiglieri che hanno contribuito con lui a determinare la vittoria».

