Piazza Salotto è in abbandono: sporcizia, buche e aiuole distrutte

Si lamentano i commercianti e protestano anche i residenti della zona che costeggia l’area centrale: «Gente che dorme sotto ai portici, cestini traboccanti, vetrine lasciate nel degrado: dov’è il decoro?»
PESCARA. L’aiuola di via Carducci sembra un campo di terra con le zolle appena rivoltate e i cordoli di legno sono spaccati e trascinati via, lungo il marciapiede. Davanti, c’è la vetrina polverosa di una pasticceria che ha chiuso i battenti un mese fa. Attaccati, altri negozi sfitti che aggiungono desolazione alla via in centro che sfocia su piazza Salotto, lastricata da cicche di sigarette e coriandoli. I commercianti di via Carducci, una delle strade più «rinomate e abbandonate della città», lamentano che la colonnina di Pescara parcheggi «ha le indicazioni sbiadite, scomparse, e non si capisce più come e dove far entrare le monete», fa notare Marco Di Muzio, storico salumiere della zona. Inoltre «quella edicola all'angolo, chiusa da tre anni, non si potrebbe smantellare? E poi c’è questa aiuola con la terra rivoltata davanti a un'altra attività che ha retto fino a un mese fa. Bruttissima la mancanza di decoro in questa strada che dovrebbe essere animata da luci e negozi aperti».
È' una processione di gente che deve parcheggiare e non sa come fare quella che «butta» l'auto nei posteggi e poi entra nei negozi per chiedere lumi sulla ubicazione della colonnina. «Almeno 10 persone al giorno entrano per chiedere dove si trova la colonnina e come si fa per pagare», rivela Marco Buonafortuna, hair stylist di Fashion Fumetti, «per il resto l'illuminazione c’è e le piante sono potate».
Svoltato l'angolo, in via Parini, budello di strada che collega via Carducci a via Nicola Fabrizi, le cose non vanno meglio: la pavimentazione sfigurata in più punti crea pericolose voragini sui marciapiedi, dalle aiuole spuntano ciuffi d’erba incolti e cumuli di spazzatura, sotto i portici trovano rifugio i senzatetto. I commercianti fotografano il degrado e si indignano.
Franca Cetrullo, titolare de La Clessidra con la figlia Stefania, ha i nervi a fior di pelle: «Davanti al negozio hanno messo l’asfalto che si infila sotto i tacchi e rovina parquet e tappeti, vogliamo le normali betonelle. Sotto i portici le piastrelle sono staccate, le aiuole incolte e piene di sporcizia, i tunnel si riempiono di barboni che dormono nei sacchi a pelo. I cestini della spazzatura non vengono svuotati, la strada non è igienizzata, per non parlare dei vetri che ritroviamo a terra ogni mattina. Una situazione disastrosa aggravata dalle vetrine polverose dei negozi svuotati e sfitti: il Comune dovrebbe costringere i proprietari a renderli decorosi. E la strada dovrebbe essere maggiormente illuminata». Nei vicoli interni, dalla zona dell’Elefante, si levano, esasperate, le voci di Eligia Lauducci ed Eugenio Ciancetta, del negozio Bebè: «Siamo qui da 34 anni e dobbiamo rincorrere gli spazzini per far pulire» l’area antistante i vicoli circostanti a piazza della Rinascita. Punti di ritrovo di «drogati e barboni» sono i giardinetti interni ai palazzi che si affacciano sul salotto della città, dove le aree private soffrono per incuria e mancanza di pulizia: «Ogni tanto vediamo un senza fissa dimora correre nudo sotto i portici», si sfogano. Non si capacitano, i commercianti, «di quanto degrado c’è in centro, che dovrebbe essere il biglietto da visita della città. La pulizia, il decoro, l’igiene dovrebbero essere la normalità».

