Pietranico, si allarga la frana, pronti i Map per i dieci sfollati

Il sindaco ha chiesto la disponibilità a Brittoli per ospitare le famiglie evacuate e spera di ottenere lo stato di calamità
PIETRANICO. È sotto stretto monitoraggio dei tecnici del Comune la frana in contrada Ripaldi di Pietranico, al confine con i territori di Civitaquana e Cugnoli, che ha interessato un versante sul quale è posto un fabbricato dichiarato due giorni fa non più agibile dal sindaco Francesco Del Biondo, dopo una serie di verifiche tecniche. Lo stabile, abitato da due nuclei della famiglia Perrella, complessivamente composti da dieci persone con 5 minori, ha subìto gravi lesioni alle strutture murarie che ne hanno compromesso la stabilità e ora rischia di essere sempre più coinvolto visto che il fenomeno franoso non si è arrestato, ma continua ad allargarsi anche se con lenta evoluzione. Si teme che, persistendo le piogge, il fabbricato possa subire danni irreparabili. Per l’ospitalità delle due famiglie, il sindaco ha avuto assicurazioni dal collega di Brittoli Domenico Velluto circa la disponibilità di due Map che per essere abitabili avrebbero bisogno solo degli allacci alle reti dei servizi.
Una soluzione possibile per le due famiglie Perrella che, però, appena dopo l’evacuazione dalle loro case, hanno trovato alloggio dai parenti residenti nella stessa frazione e dunque molto vicini allo stabile abbandonato e soprattutto alle stalle dove i Perrella allevano oltre cento capi di bestiame (bovini adulti e vitelli) che costituiscono la loro unica fonte di reddito. In questo modo possono controllare giornalmente gli stabili ed evitare fenomeni di sciacallaggio e furti, soprattutto nella stalla, ripetutamente bersaglio di ladri in questi ultimi tempi. La stalla, con questa sistemazione, è più facilmente raggiungibile: dista solo 500 metri dalla nuova residenza a fronte dei 12 chilometri che la separa dai Map di Brittoli, che però potrebbero essere occupati appena si riterrà conclusa la fase iniziale di emergenza.
«Sono fiducioso», afferma il primo cittadino, «che ci venga riconosciuto lo stato di calamità, unica possibilità per intervenire sulla stabilizzazione del versante dissestato e nella riparazione e consolidamento del fabbricato». Si tratta in ogni caso di tempi non brevi e si rende indispensabile convivere con una condizione di precarietà. Precedentemente allo sgombero, le famiglie Perrella erano rimaste per giorni privi della fornitura di energia elettrica e con un collegamento viario interrotto tra la casa e la stalla. Il sindaco Del Biondo era intervenuto per rendere percorribile una vecchia strada comunale e con l’impianto di un gruppo elettrogeno tramite la Protezione civile, nella speranza che le difficoltà si fossero esaurite.
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