Pineta dannunziana: bagni fatiscenti per donne e disabili

13 Luglio 2021

PESCARA. L’acqua che scende dal rubinetto non finisce nelle tubature ma direttamente dentro un secchio. Sui muri con le mattonelle bianche spiccano scritte di colore blu, incomprensibili. Il water è...

PESCARA. L’acqua che scende dal rubinetto non finisce nelle tubature ma direttamente dentro un secchio. Sui muri con le mattonelle bianche spiccano scritte di colore blu, incomprensibili. Il water è spoglio, senza coperchio e in alcuni casi mancano le porte. I pavimenti, come le pareti e i sanitari, avrebbero bisogno di una bella igienizzata. È il bagno delle donne e dei disabili il più disastrato nel comparto 2 della riserva dannunziana, zona stadio. I frequentatori della pineta hanno inviato al Centro diverse segnalazioni sul degrado dei bagni e gli anziani hanno sollevato proteste. «I bagni sono tappati, non hanno porte, né carta igienica e qui ci sono i bambini e mamme» è la rimostranza di Michele Luciani, un frequentatore assiduo del parco che invoca le telecamere e ha chiesto l’intervento del vice sindaco, Gianni Santilli. L’assessore si è attivato e ha inviato una azienda per lo spurgo delle fogne sanitarie. «I lavori sono stati ultimati», ha annunciato, «i bagni sono stati bonificati e possono essere usati dai cittadini». Qualcuno ha affisso sui muri dei cartelli alla buona che invitano a tenere puliti i locali nel rispetto degli altri. In uno è scritto: «Se non volete il bagno chiuso tenetelo pulito come a casa vostra e non buttate niente dentro il vaso». «In quei bagni non ci sono mai entrata e non lo farò mai. Se i bambini hanno bisogno, si va a casa» dice una mamma. I coniugi Pierluigi e Mara si godono il fresco, all’ombra degli alberi secolari. «Questa è una riserva naturale e dovrebbe essere curatissima», annotano, «invece l’erba è ammantata di sporcizia. I cassonetti non hanno le buste e sono vuoti, mentre i rifiuti sono sparsi tutti intorno. La colpa è dei maleducati, sicuramente, ma il Comune dovrebbe vigilare».