Pnrr, incentivi Stellantis e candidati: l’appello di Calenda ai pescaresi

Il leader di Azione lancia D’Amico e Costantini: «Sono persone capaci» L’invito ai cittadini: «Votate in base alle competenze, non c’è partita»
PESCARA. «Il problema dell’Italia, delle Regioni e dei Comuni, è che le persone possono essere di destra e di sinistra, ma non riescono a far accadere nulla. Non riescono perfino a spendere i soldi, come vediamo con il Pnrr. Dunque», così riflette Carlo Calenda, leader di Azione ieri a Pescara, «l’unico modo di cambiare la politica è mettere persone che abbiano esperienze gestionali e amministrative rilevanti». E, secondo Calenda, Carlo Costantini e Luciano D’Amico, il primo candidato sindaco e il secondo candidato alla Regione, «sono persone capaci». Parlando di Costantini, Calenda dice: «Sono molto contento perché Costantini ha esperienza amministrativa». E su D’Amico: «Ha dimostrato di essere capace. Lo ha fatto nell’azienda di trasporti e lo ha fatto come rettore dell’università di Teramo che ha portato ad essere la seconda in Italia, e se i cittadini come dovrebbero, votano sulla base delle competenze, credo che non c’è partita in questa regione».
Calenda presenta il suo libro, “Il Patto - oltre il trentennio perduto”, e parla a una platea gremita radunata nella sala consiliare del Comune: in prima fila, insieme ai deputati Ettore Rosato e Giulio Sottanelli, ci sono anche esponenti del Pd, Giovanni Legnini, commissario straordinario alla ricostruzione di Ischia, il sindaco di Spoltore Chiara Trulli, l’ex segretaria provinciale Dem Francesca Ciafardini, e poi l’ex sindacalista Cisl Raffaele Bonanni, il presidente del Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara Maurizio Di Nicola, la consigliera comunale teatina Barbara Di Roberto. Presente anche l’ex sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, candidato con D’Amico nella lista Abruzzo Insieme.
Calenda passa in rassegna l’attualità e affonda sul caso Stellantis, un caso che si amplifica nell’Abruzzo dell’ex Sevel: «La questione di Stellantis», dice, «io la sto sollevando esattamente dalla nascita di Stellantis, anzi da prima, da quando il governo Conte 2 ha dato 6,3 miliardi di garanzia agli Elkann per pagarsi un dividendo di 2,9 miliardi in Olanda. Da allora, sto dicendo che non è una fusione, ma una vendita ai francesi di un asset industriale fondamentale. Il ricatto di Tavares nel dire “o ci date gli incentivi o chiudiamo le fabbriche” è inaccettabile. E siamo contenti che oggi finalmente questo è diventato un problema di cui si occupano anche altri», sottolinea, «perché come al solito in Italia ci siamo occupati di fesserie fino ad adesso, tipo Chiara Ferragni e altre cose che non c’entrano niente con la politica. Questa è politica: come tenere in Italia 40mila posti di lavoro diretti e centinaia di migliaia di posti di lavoro indiretti. Elkann, cui abbiamo dato questi soldi, deve venire in Parlamento a spiegare quale è il piano industriale di Stellantis, poi discutiamo degli incentivi».
Calenda parla anche della sanità: «La sanità è la prima emergenza in Abruzzo, come del resto in tutta la nazione. Quando una Regione paga 100 milioni di euro ad altre Regioni per far curare i propri cittadini vuol dire che si è al collasso. La prima cosa da fare, a livello nazionale, come noi proponiamo da 4 anni, è mettere ogni euro disponibile sulla sanità perché noi siamo un paese di anziani che non si possono curare. E poi le nomine a livello regionale di chi gestisce la sanità vanno fatte con un concorso pubblico fatto sul merito e sulle capacità e non politicizzate».

