Poca acqua a Pescara e provincia: partono i primi tagli alle forniture

Torna l’incubo dell’emergenza idrica, la presidente dell’Aca Brandelli avverte i sindaci della provincia «Abbiamo una disponibilità leggermente migliore di un anno fa, ma la situazione sta peggiorando»
PESCARA. C’è ancora un periodo di tregua. Poi, dopo il 10 luglio, cominceranno «i razionamenti dell’acqua», il cui avvio è previsto «in linea generale tra il 10 e il 15», proprio come era stato preannunciato dall’Aca nelle scorse settimane. Si va incontro a una «decina di giorni di relativa tranquillità», dice la presidente dell’Azienda consortile acquedottistica Giovanna Brandelli che nei giorni scorsi ha partecipato alla riunione di una commissione consiliare a Montesilvano e in settimana sarà a Pescara, per partecipare ai lavori della commissione Ambiente presieduta da Ivo Petrelli, per fare il punto della situazione.
«Nessun disastro» in vista, per Brandelli. «Abbiamo una disponibilità idrica leggermente migliore dell’anno scorso», quando le chiusure notturne di una serie di serbatoi sono cominciate già nel mese di giugno. E se la siccità che sta interessando in particolare il Nord fa temere il peggio, Brandelli chiarisce che «noi abbiamo vissuto quella situazione l’anno scorso».
Il problema o, come lo chiama Brandelli, «la criticità del sistema», è rappresentato dalla «fluttuazione della stagione estiva», quando «si verifica un innalzamento della domanda di acqua» anche per la presenza di un gran numero di persone in più, cioè i turisti. «La domanda diventa 5 volte superiore» e basti pensare «alle migliaia di presenze tra luglio e agosto» previste a Montesilvano. L’Aca, da parte sua, sta continuando a lavorare con «le manutenzione preventive e le riparazioni serrate, oltre a cercare di sensibilizzare gli utenti, per risparmiare acqua» e da questo punto di vista l’Azienda si è affidata ad Instagram per diffondere alcuni consigli utili a ridurre i consumi in casa, per ciò che riguarda l’utilizzo degli elettrodomestici, ad esempio, e per il giardino, evitando che si innaffi con l’acqua potabile. Per l’Aca resta fondamentale, come ripetuto mille volte l’anno scorso, che gli edifici siano dotati di autoclave perché l’impianto evita di trovarsi in difficoltà (si ricarica nei momenti in cui c’è acqua o viene ricaricato dall’Aca con l’autobotte, in caso di emergenza).
L’Azienda parlerà di come affrontare l’estate con i sindaci dei comuni più grandi, come accaduto anche nel 2021 quando l’Aca ha cercato di andare incontro alle esigenze di famiglie e attività che per mesi hanno dovuto convivere con l’emergenza idrica. Sarà quindi convocato un incontro per capire quali sono le necessità dei Comuni e per concordare i protocolli di emergenza. La riunione dovrebbe svolgersi prima dell’avvio del razionamento.
Intanto, spiega Brandelli, «c’è una bozza del decreto legge per l’emergenza a livello nazionale» e l’Aca conta sul supporto della Regione. «Il presidente Marco Marsilio ha spiccata sensibilità per questo problema e ha già chiarito che, se saranno disponibili risorse straordinarie da Roma, saranno destinate all’idrico. Le risorse che stanno stanziando riguardano venti progetti bandiera» e l’Aca ha in animo di cogliere un obiettivo. «Per noi sarebbe importante destinare alla costa l’acqua potabilizzata, utilizzando dei potabilizzatori che possono essere rialimentati, per aumentare la disponibilità idrica. Un confronto con l’Ersi c’è già stato e so che non sarà semplice».
C’è anche un altro fattore di cui tenere conto. L’aumento del costo dell’energia si fa sentire anche per l’Aca. La lievitazione dei costi è stata «del 40 per cento. Siamo passati da 8,6 a 12,5 milioni, nel bilancio del 2021, e nel 2022 si arriverà al raddoppio della spesa, le proiezioni sono nere. Ma sono maggiori costi che non possiamo applicare in bolletta, ribaltandoli sull’utenza». È chiaro che «stiamo gestendo una coperta corta», conclude Brandelli ricordando di essere in attesa di risposte per i fondi richiesti nell’ambito del Pnrr.

