Polizia penitenziaria «Personale all’osso siamo in difficoltà»

10 Febbraio 2022

PESCARA. «I mali del sistema non possono essere scaricati sui singoli operatori che lavorano nelle carceri in condizioni di difficoltà». Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia...

PESCARA. «I mali del sistema non possono essere scaricati sui singoli operatori che lavorano nelle carceri in condizioni di difficoltà». Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria, precisa la posizione del sindacato, dopo che la Procura di Vasto ha indagato la direttrice del carcere di Vasto, Giuseppina Ruggero, e l'assistente capo della polizia penitenziaria, Antonio Caiazza, a cui era stata affidata la sorveglianza della cella di Sabatino Trotta, il dirigente della Asl morto suicida nella notte fra il 7 e l’8 aprile del 2021.
«In generale», spiega De Fazio, «riteniamo che gli enormi mali del sistema, connotato da un eccezionale sovraffollamento detentivo alimentato anche da un eccessivo ricorso alla carcerazione preventiva, da penuria di organici, inefficienza di strumentazioni elettroniche e tecnologiche, insufficienza di risorse e molto altro ancora, non possano essere scaricati sugli operatori che, in ultima istanza, si trovano a dover far fronte all’inerzia della politica».
De Fazio, poi, esprime fiducia per gli sviluppi della vicenda. «Da donne e uomini delle istituzioni», precisa in una nota, «esprimiamo totale e incondizionata fiducia nella magistratura e negli organi inquirenti e auspichiamo si faccia presto piena luce sull’accaduto, confidando che possa essere accertata l’assoluta regolarità di condotta degli indagati. Come denunciato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo discorso per il secondo insediamento, risolvere i problemi penitenziari è una questione di dignità per il Paese», conclude De Fazio, «i primi a dover rispondere di quanto accade, pertanto, dovrebbero essere proprio politici e governanti».