Poliziotto finito sotto inchiesta: la dipendente del Caf in Procura

PESCARA. Procede spedita l'inchiesta sul poliziotto Liborio De Simone, indagato per corruzione in relazione a presunte irregolarità nella gestione delle pratiche degli extracomunitari, ufficio che De...
PESCARA. Procede spedita l'inchiesta sul poliziotto Liborio De Simone, indagato per corruzione in relazione a presunte irregolarità nella gestione delle pratiche degli extracomunitari, ufficio che De Simone occupava fino a qualche tempo fa, prima che il questore Luigi Liguori decidesse di spostarlo ad altro incarico dopo le perquisizioni disposte dalla magistratura.
Il poliziotto è attualmente indagato insieme alla dipendente di un Caf di Montesilvano, Cinzia Sagazio, e a un pakistano, Mahmoud Hassan, che al momento sembra irreperibile. La Sagazio, assistita dall’avvocato Anthony Aliano, martedì scorso è stata interrogata dal pm Anna Benigni, alla presenza degli investigatori della polizia che un anno fa circa avviarono le indagini nate proprio dalle segnalazioni di alcuni colleghi del poliziotto finito sotto inchiesta.
Stando all’avvocato, la donna sarebbe stata molto collaborativa e avrebbe chiarito i suoi rapporti con De Simone e soprattutto la sua posizione, precisando di aver evaso soltanto pratiche regolari e di non essersi mai avvalsa delle notizie contenute nelle banche dati della questura. E proprio questa è una delle contestazioni che la procura muove al poliziotto: «In qualità di vice ispettore dell’ufficio immigrazione, dietro promessa di un compenso, forniva notizie riservate, estraendole dalle banche dati in uso alle forze di polizia, a Cinzia Sagazio, addetta al Caf Ugl e forniva altresì collaborazione alla predetta per istruire le pratiche amministrative relative a cittadini extracomunitari da inviare presso il suddetto ufficio».
Dalla perquisizione fatta nei locali della Sagazio, sarebbero stati trovati dei fogli con sopra scritto “Liborio” con a fianco una serie di importi e annotazioni, oltre a un elenco di domande da porre allo stesso Liborio. Tutte questioni che Sagazio avrebbe chiarito davanti al magistrato durante l’interrogatorio.
Il poliziotto, invece, non è stato ancora convocato dal pm che forse attende i risultati che dovranno essere consegnati dal perito, relativi ai contenuti dei supporti informatici (cellulari e pc) che furono sequestrati a De Simone nel corso della perquisizione che i suoi colleghi hanno effettuato nel suo ufficio in Questura e nella sua abitazione. Per quanto riguarda la posizione del pakistano, nel capo di imputazione di De Simone si legge che «per il rilascio di permessi di soggiorno in più occasioni riceveva denaro da Hassan, quale intermediario dei cittadini extracomunitari di nazionalità pakistana interessati alle singole pratiche».
I reati che vengono contestati a De Simone sono quelli di corruzione per esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio.
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