Porto, si lavora sulle mura paraonde e le banchine

14 Settembre 2017

Francavilla. Sono cominciate le opere di carpenteria nell’approdo turistico Il programma prevede la riconsegna dei lavori entro la primavera prossima

FRANCAVILLA AL MARE. Continuano, senza intoppi, i lavori nel cantiere del porto di Francavilla al Mare. Avviati alla fine dello scorso inverno, dovrebbero essere ultimati entro marzo del prossimo anno, come previsto dall'impresa di Trani, la Oceanus Orca, che si sta occupando della realizzazione. Ieri, come annunciato dal sindaco di Francavilla al Mare, Antonio Luciani, sono cominciate le opere di carpenteria che sono propedeutiche per la costruzione delle mura paraonde, parallele alle scogliere, e delle banchine. L'obiettivo è quello di concretizzare, tra poco più di un mese, un deciso passo avanti per la costruzione del nuovo scalo marittimo francavillese.
Meno di due mesi fa, a fine luglio, operai e mezzi, avevano terminato di sistemare in acqua gli ottantaquattro cassoni in cemento sui quali adesso si sta agendo per la realizzazione delle mura e delle future banchine. Prima, ogni singolo cassone, è stato riempito con un calcestruzzo subacqueo. Il prossimo passo sarà quello di collocare sopra ai cassoni, dai quali ora spuntano i tondini in ferro, le predalles, ossia delle lastre piane in calcestruzzo tralicciate, prefabbricate, ad armatura lenta, che andranno a formare la banchina avveniristica a semicerchio su cui potranno passeggiare persone e transitare automezzi. Dopo una decina di anni di abbandono, il nuovo scalo portuale sembra dunque avviato a prendere la sua forma definitiva. Tra le operazioni finali del cantiere, ci sarà anche quella di rimuovere la sabbia dragata nell'alveo portuale, che sarà utilizzata per il ripascimento a mare. Questo materiale è stato infatti esaminato dai tecnici dell’Agenzia regionale di tutela ambientale e il risultato dei test avrebbe escluso la presenza di sostanze inquinanti. Non potrà però essere utilizzato per il ripascimento della spiaggia, perché si tratta di sabbia mista a pietrisco, dunque non adatta per il litorale. Al termine dei lavori, il porto potrà ospitare 162 barche, compresi i sottoservizi come gli ormeggi per le imbarcazioni e i pontili galleggianti. Il porto alla foce dell'Alento è già costato due milioni di euro per il primo lotto dei lavori, avviati nel 2007 e fermati nel 2009, in seguito al sequestro della magistratura.
In seguito, nel febbraio 2016, è arrivato un nuovo finanziamento dalla Regione, per altri due milioni e mezzo di euro, con i quali si potrà portare a conclusione l’opera. L’ultimo intervento sarà proprio il ripascimento dei circa trentamila metri cubi di sabbia e la riapertura dell'imboccatura, al momento chiusa per esigenze di cantiere.
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