Premio Caffè per giovani talenti nel giorno della nascita del genio

6 Gennaio 2020

L’economista pescarese maestro di Draghi e Visco nacque il 6 gennaio 1914 e sparì nel nulla nell’87 Una legge proposta dal centrosinistra istituisce borse di studio per le tre Università della regione 

PESCARA. Esiste una tomba vuota nel vecchio cimitero di Colle Madonna a Pescara. Federico Caffè, nato il 6 gennaio del 1914. Ma dentro non c’è il corpo del più geniale degli economisti italiani. Caffè sparì a Roma il 15 aprile del 1987, il mistero è rimasto irrisolto. Trentatré anni dopo l’Abruzzo vuole dedicargli un premio riservato agli studenti più talentuosi delle tre università regionali, di Chieti-Pescara, L’Aquila e Teramo, sotto forma di borse di studio da consegnare, ogni anno nel giorno della scomparsa, durante una cerimonia che si terrà all’istituto pescarese Tito Acerbo, dove l’economista pescarese, maestro di Mario Draghi e Ignazio Visco, studiò per diplomarsi. Per presentare il progetto di legge è stato scelto il 6 gennaio, un giorno particolare, da parte dei consiglieri regionali del centrosinistra, perché oggi è l’anniversario della nascita di Caffè.
LA MEMORIA. «È stato uno degli economisti dal pensiero più lucido e attuale del secolo scorso, eppure la sua città natale, Pescara, per troppo tempo lo ha ignorato. Per questo motivo, con l’obiettivo di celebrare l’uomo e ricordare il suo pensiero economico, presentiamo una legge per istituire un Premio regionale che porti il suo nome», dice Antonio Blasioli (Pd), primo firmatario del progetto di legge sottoscritto anche da Silvio Paolucci e Dino Pepe del Pd, Giovanni Legnini e Americo Di Benedetto per il gruppo Legnini Presidente, e Sandro Mariani di Abruzzo in Comune.
«Si può parlare del professor Caffè per l’utopia oppure per il suo riformismo radicale o, ancora, per il mistero della sua scomparsa», continua Blasioli. «A me piace ricordarlo come consigliere del cittadino e non del Principe, perché ci permette di guardare alla situazione attuale che viviamo, ai problemi legati al precariato, alla disoccupazione e all’ingiustizia sociale, tutti temi che caratterizzavano la sua lezione politica e che coinvolgono soprattutto i giovani».
IL 15 APRILE. Il Premio Caffè è il recupero di una memoria collettiva dimenticata. «Non gli dedicammo la giusta attenzione quando operava e dopo la sua scomparsa», sottolinea il consigliere dem. È rivolto agli studenti dei corsi di laurea magistrale in materia economica ed economico sociale, e avrà lo scopo di costituire un momento di riflessione, analisi e memoria del lavoro di uno dei massimi economisti italiani, attraverso il coinvolgimento diretto di nuove generazioni di economisti. Il progetto prevede che le borse di studio siano assegnate, con cadenza annuale e durante una manifestazione da tenersi nel giorno della sua scomparsa, il 15 aprile, quando tantissimi studenti dell’università di Roma si mobilitarono invano per cercarlo. Si ipotizzò di tutto, dal suicidio all’allontanamento volontario. In entrambi i casi per la delusione di aver dovuto lasciare i suoi allievi dopo essere andato in pensione come docente universitario.
I SUOI VOTI. Il premio verrà così assegnato agli studenti dei corsi di laurea magistrale in materia economica, economico-politica e economico-sociale degli Atenei abruzzesi che abbiano elaborato le tre migliori tesi di laurea. Ciascuna borsa di studio dovrà avere un valore minimo di mille euro e al finanziamento del Premio potranno contribuire anche altri enti pubblici, fondazioni, associazioni e privati. Per ciascuna delle annualità 2020, 2021, 2022 è autorizzata una spesa di 15mila euro. La premiazione sarà tenuta nell’istituto Acerbo, in cui si è formato Caffè. Di quegli anni resta un documento: la pagella che pubblichiamo, datata 1929 quando il 15enne Caffè riportava voti buoni, come i due 8 in inglese e in italiano, nel primo trimestre, e un meno brillante 6 in matematica, compensato con un 9 in storia e un 10 in condotta.
SOSPIRI E GLI ALTRI. Ma torniamo a oggi e alle borse di studio che saranno assegnate da una Commissione composta da cinque membri, indicati dall’Associazione Federico Caffè, dai Magnifici rettori delle università abruzzesi e dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, appassionato di personaggi storici abruzzesi, in particolare pescaresi, come dimostra la sua recente iniziativa per rievocare l’impresa di D’Annunzio a Fiume. La commissione avrà il compito, a titolo gratuito, di valutare le tesi. «Un premio», riprende Blasioli, «che riteniamo sia un atto dovuto per scusarci con il professor Caffè per come è stato dimenticato. Proprio lui che, qualche giorno prima di sparire, rilasciò un’intervista in cui dimostrò tutto l’amore per la sua città, ma anche la sua delusione: “Pescara ha proprio dimenticato questo suo figlio”, disse, “pensi ho donato i miei libri all’Università D’Annunzio e non ne ho ricevuto neanche il riscontro”. E concludeva: “Avranno le mie ossa”, ma la scomparsa ci ha privato anche di queste».
IMMACOLATELLA. C’è una tomba vuota nel cimitero di Colle Madonna, con le date di nascita e morte presunta di uno dei più grandi economisti italiani. Questo premio riaccenderà la memoria e riavvicinerà l’Abruzzo all’insegnamento di Caffè, in attesa di poter fare di più. «Ci auguriamo», conclude Blasioli, «che presto possa trovare il giusto finanziamento anche la proposta avanzata da Italia Nostra per il recupero dell’Immacolatella, quell’antica cappella della famiglia Caffè che si trova a Colle Marino».